La chiusura dello stabilimento Primotecs di Avigliana e l’annuncio di 160 licenziamenti scuotono il tessuto industriale piemontese e accendono lo scontro politico. A intervenire con forza sono il Movimento 5 Stelle e due sue esponenti di primo piano, la deputata Chiara Appendino e la capogruppo in Consiglio regionale del Piemonte Sarah Disabato, che definiscono la decisione “un colpo durissimo” per i lavoratori, le loro famiglie e per un territorio già messo alla prova da anni di difficoltà legate alla crisi dell’automotive.
Secondo le due rappresentanti pentastellate, la comunicazione della chiusura sarebbe arrivata “come un fulmine a ciel sereno”, senza un piano industriale chiaro e senza un confronto preventivo con le parti coinvolte. Un metodo che Appendino e Disabato giudicano inaccettabile, perché scarica il peso della riorganizzazione aziendale direttamente su chi lavora.
Per questo motivo il Movimento 5 Stelle annuncia una presenza diretta sul territorio: nei prossimi giorni, spiegano, una delegazione si recherà ad Avigliana per incontrare le lavoratrici e i lavoratori davanti ai cancelli dell’azienda e ascoltare dalla loro voce le preoccupazioni e le richieste legate alla vertenza.
Nel mirino finiscono anche le istituzioni, chiamate a intervenire senza indugi. “Chiederemo a tutti, a partire dalla Regione Piemonte e dal governo, di fare la propria parte”, affermano Appendino e Disabato, indicando come priorità l’attivazione immediata degli ammortizzatori sociali, l’apertura di un tavolo di crisi e un impegno concreto per individuare nuove prospettive produttive e occupazionali per il sito e per l’area.
Il messaggio politico è netto: il caso Primotecs non deve trasformarsi nell’ennesima crisi industriale risolta sulle spalle dei dipendenti. “Non permetteremo che questa vertenza venga scaricata su chi lavora”, ribadiscono le esponenti M5S, rilanciando la battaglia per la tutela dell’occupazione in un territorio che teme l’ennesimo colpo alla propria tenuta economica e sociale.
