A cura di Gilberto Borzini
Per decenni si sono fatti andare bene , inghiottendo bocconi amarissimi e rospi giganteschi, le scorribande della UE, quote latte incluse.
Per altri decenni hanno dovuto subire la tracotanza dell’industria agroalimentare, in testa i gruppi francesi, che fissavano il prezzo dei loro prodotti al di sotto dei termini minimi di guadagno, potendo confidare al massimo nei contributi erogati dalla UE per salvare la contabilità aziendale.
Negli ultimi anni, per acciuffare il loro voto, sono stati coccolati dalla nenia del Sostegno al Prodotto agricolo Nazionale, che in Italia è passato alla voce di “Sovranità alimentare”, e si sono fidati.
Ora l’UE, e tutti i governi in fila indiana, approvano il trattato Mercosur che rappresenterà per moltissimi agricoltori europei il collasso definitivo, la resa finale.
L’accordo prevede infatti il libero scambio senza valutare modelli di coltivazione che in Sud America sono decisamente più permissivi, e forse più nocivi, rispetto a quelli europei.
Saremo sommersi da tonnellate e tonnellate di derrate alimentari a basso costo, o meglio a costo ridotto rispetto alla omologa produzione europea e a discapito di questa.
Ovvio immaginare che l’industria agroalimentare acquisterà i prodotti sudamericani, più convenienti, mantenendo ottimi margini di contribuzione, e altrettanto ovvio immaginare che anche la Grande Distribuzione seguirà il medesimo percorso.
Ne deriverà, per gli Agricoltori, o un’ulteriore taglio alle proprie tariffe o la cessazione dell’attività.
Perché nel frattempo i fondi dei loro contributi saranno dirottati verso gli stanziamenti militari della UE.
Il tradimento è ormai conclamato e il 19 gennaio gli agricoltori italiani scenderanno in piazza, nelle piazze italiane: manifestazioni sono previste in quasi tutte le città e le provincie.
La stessa cosa accade negli altri Paesi europei con particolare forza e vigore in Francia e in Grecia (ma quante volte la Grecia è stata tradita dalla UE?).
Si è aperta una battaglia e, soprattutto, si è evidenziata la Grande Menzogna dei governi europei, nel nostro caso l’infinita serie di esaltazioni del prodotto alimentare italiano espresse dalla presidente e dal suo ex cognato ministro dell’agricoltura.
