L’oscuramento della rete in Iran potrebbe non essere una misura temporanea. Il blocco dell’accesso ai servizi online internazionali, imposto dalle autorità di Teheran per contenere e silenziare le proteste interne, rischia infatti di estendersi fino alla fine di marzo. A riferirlo è IranWire, che cita una dichiarazione della portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani.
Secondo quanto riportato, gli iraniani non potranno tornare a utilizzare piattaforme e servizi digitali globali prima di Nowruz, il Capodanno che cade intorno al 20 marzo e rappresenta uno dei momenti più sentiti dell’anno nel Paese. Una prospettiva che conferma la volontà del regime di mantenere un controllo rigido sul flusso di informazioni e sulle comunicazioni, in una fase di forte tensione sociale e politica.
Il blackout è in corso da oltre una settimana e si inserisce in una strategia ormai collaudata dalle autorità iraniane: limitare o interrompere Internet nei momenti di maggiore mobilitazione popolare per ridurre la capacità di coordinamento dei manifestanti e ostacolare la diffusione di immagini e notizie verso l’estero. Una misura che, se prolungata fino a Nowruz, rischia di avere un impatto significativo non solo sulla libertà di informazione, ma anche sulla vita quotidiana e sulle attività economiche di milioni di cittadini.
