2 Ottobre 2026, venerdì
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California, la montagna russa che fa paura: chiude per sempre l’X2 di Six Flags

Decine di segnalazioni per presunti danni neurologici, due donne sottoposte a interventi d’urgenza al cervello e un precedente mortale. Dopo oltre vent’anni di corse e brividi, il parco decide di fermare definitivamente l’attrazione

Per oltre vent’anni ha fatto della paura uno spettacolo. Adesso, quella stessa paura è diventata il motivo per cui l’X2 non riaprirà più. La celebre montagna russa di Six Flags Magic Mountain, in California, sarà chiusa definitivamente dopo una serie di denunce e segnalazioni relative a presunti gravi danni neurologici subiti dai passeggeri.

L’attrazione, una delle più riconoscibili del parco, non è esattamente il genere di giostra pensata per chi cerca una passeggiata tranquilla. I vagoni raggiungono circa 130 chilometri orari, mentre i sedili ruotano indipendentemente di 360 gradi. Discese, torsioni e bruschi cambi di direzione trasformano pochi minuti di corsa in una sequenza di accelerazioni e movimenti estremi. Per milioni di visitatori è stato il punto di forza dell’esperienza. Per altri, secondo quanto riportato nelle denunce, avrebbe avuto conseguenze molto più gravi.

Tra i casi più recenti ci sono quelli di Pamela Guillen, 40 anni, e Naomi Greer-Wilkinson, 25 anni. Guillen è salita sull’X2 il 5 luglio e, secondo quanto riferito dai familiari alla Cnn, ha riportato un grave ematoma subdurale e una compressione cerebrale. Le sue condizioni hanno reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza durante il quale è stata rimossa una parte del cranio.

Pochi giorni dopo, la tragedia ha assunto contorni ancora più drammatici. Greer-Wilkinson avrebbe perso conoscenza dopo essere scesa dalla stessa attrazione ed è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza al cervello. È rimasta in coma per settimane. Secondo i genitori, la giovane non è tuttora in grado di parlare né di respirare autonomamente.

Sono episodi che hanno riacceso i riflettori su un’attrazione già finita al centro di controversie. Decine di persone hanno dichiarato di aver riportato problemi e lesioni neurologiche dopo aver utilizzato l’X2, dando origine a una serie di denunce. Saranno naturalmente le autorità e gli eventuali procedimenti giudiziari a stabilire responsabilità e nesso causale tra la corsa e le lesioni denunciate.

C’è però anche un precedente impossibile da ignorare. Quattro anni fa un uomo di 22 anni morì dopo essere salito sull’attrazione. La giostra venne chiusa dopo quell’episodio, ma in seguito tornò operativa.

Ora il sipario cala definitivamente.

La decisione è stata annunciata dai responsabili del parco, che hanno scelto di interrompere una volta per tutte l’attività dell’X2. Una scelta che arriva nonostante, secondo la società, l’attrazione abbia superato numerosi controlli di sicurezza.

«Sebbene l’X2 abbia superato con successo numerosi test di sicurezza, abbiamo deciso di chiudere l’attrazione perché riteniamo sia la scelta giusta», ha dichiarato Brian Oerding, presidente del parco.

Una frase che, nella sua apparente semplicità, racconta il paradosso di questa storia. Una macchina progettata per spingere il corpo umano verso il limite può anche superare i test previsti dalle procedure, ma quando intorno a quel limite cominciano ad accumularsi incidenti, denunce e conseguenze devastanti, la questione smette di essere soltanto tecnica.

L’X2 era nata per vendere adrenalina. Ora finisce la sua corsa sotto il peso di una domanda molto meno spettacolare, ma decisamente più importante: quanto deve essere estremo un divertimento prima che il rischio smetta di essere parte del gioco?

Per l’X2, almeno, la risposta è arrivata. Ed è un definitivo stop.

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