A cura di Salvatore Guerriero Presidente Nazionale ed Internazionale della Confederazione PMI INTERNATIONAL
L’Italia oggi vive un paradosso drammatico. Siamo il Paese della bellezza, del “su misura”, della trasformazione industriale che nasce da una creatività millenaria. Eppure, questa creatività è tenuta in ostaggio. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza: un Paese senza una politica energetica autonoma non è un Paese libero. È un Paese la cui politica estera, industriale e sociale è dettata dai rubinetti e dalle decisioni prese in altre capitali. Il sistema produttivo italiano, composto da migliaia di imprese che sono il cuore pulsante dell’Europa, sta compiendo sforzi sovrumani. Non si tratta più solo di competere, ma di resistere a un’erosione silenziosa che spinge le nostre eccellenze verso la delocalizzazione o, peggio, verso la chiusura.
Il Vuoto Strategico: Dal Referendum all’Immobilità
Il nostro peccato originale risiede in una serie di “no” pronunciati nel passato, spesso figli di un’emotività comprensibile ma privi di una visione scientifica a lungo termine. Il referendum sul nucleare di decenni fa ha tracciato un solco che si è trasformato in un deserto progettuale. Abbiamo smesso di investire nella ricerca di base, abbiamo smesso di chiederci come avremmo alimentato le nostre città e le nostre fabbriche nel 2026. Mentre le altre nazioni costruivano la propria indipendenza su mix energetici diversificati e solidi, l’Italia si è cullata nell’illusione che l’energia fosse una commodity sempre disponibile e a basso costo. La storia recente ci ha presentato il conto, ed è un conto pesantissimo.
Oltre l’Intermittenza: La Scienza contro l’Ideologia
Il futuro non può essere costruito sulla sola speranza che il sole splenda o che il vento soffi. Abbiamo bisogno di una “schiena dritta” energetica. È qui che si inserisce il concetto del Nuovo Nucleare Pulito. Non parliamo delle centrali del secolo scorso, ma di una frontiera tecnologica fatta di impianti sicuri, piccoli e integrabili nei distretti industriali. Sostenere il nuovo nucleare non significa tradire le rinnovabili; significa metterle in sicurezza. Significa fornire quel carico di base senza il quale la transizione ecologica resta un sogno fragile e costoso. L’Italia, con i suoi fisici e i suoi ingegneri, è già leader mondiale nella ricerca sulla fusione e sulla fissione di quarta generazione, quindi è tempo che questa intelligenza torni a servire il suolo nazionale.
L’Appello: Una Nuova Politica Industriale per l’Energia
Non servono sussidi temporanei, servono fondamenta strutturali. L’energia deve tornare a essere una scelta di politica industriale. Dobbiamo trasformare l’Italia in un hub energetico del Mediterraneo, sfruttando la nostra posizione geografica per le rinnovabili, ma anche la nostra competenza tecnologica per le nuove forme di energia atomica e per l’idrogeno. Senza energia, la nostra cultura, il nostro turismo e la nostra industria diventano musei di ciò che avremmo potuto essere.
Per un’Italia Energeticamente Sovrana
Alla luce della crisi attuale, è indispensabile uno: sblocco dei cantieri e “Burocrazia Zero”. Bisogna considerare le infrastrutture energetiche (rinnovabili, stoccaggi, reti) come opere di interesse strategico nazionale, con procedure autorizzative accelerate e inoppugnabili per evitare i blocchi dei veti locali.
Valorizzazione delle Risorse del Territorio
Un piano di sfruttamento responsabile delle risorse nazionali (gas, geotermia, idroelettrico) con il vincolo che i benefici economici ricadano direttamente sulle bollette di famiglie e imprese residenti.
Bisogna tutelare il settore
con meccanismi di protezione per le industrie energivore (acciaio, carta, vetro) che sono la spina dorsale del Made in Italy, garantendo loro prezzi dell’energia allineati ai competitor internazionali attraverso contratti di lungo termine.
Investimento nel Capitale Umano
Programmi accademici e professionalizzanti per formare la nuova generazione di tecnici dell’energia, affinché la transizione sia anche un’opportunità di qualificata.
L’Italia non può più permettersi di restare alla finestra. È il momento della coscienza attiva, della scelta netta, del coraggio di costruire. L’energia è la vita di un Paese: riprendiamoci la nostra vita.
