La liberalizzazione dei servizi ferroviari Intercity entra nel vivo. Con la bozza del nuovo decreto Pnrr, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avvia ufficialmente la procedura competitiva per l’affidamento dei contratti di servizio pubblico relativi ai collegamenti Intercity, segnando un passaggio chiave nel riassetto del trasporto ferroviario nazionale.
Il percorso delineato dal Mit prevede che la gara venga bandita dopo una ridefinizione puntuale dell’ambito dei servizi, fondata su un’analisi di mercato. Un passaggio tutt’altro che formale, che dovrà essere condotto nel rispetto delle metodologie fissate dall’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) e in linea con gli Orientamenti interpretativi della Commissione europea, a garanzia di trasparenza, concorrenza e coerenza con il quadro normativo comunitario.
I contratti di servizio, si legge nel testo, saranno suddivisi in lotti “appropriati e contendibili”, secondo criteri stabiliti sempre dall’Art. Una scelta che mira a favorire l’ingresso di nuovi operatori e a evitare concentrazioni, rendendo effettiva la competizione su tratte strategiche per la mobilità di medio e lungo raggio, spesso decisive per i collegamenti tra Nord e Sud e per le aree non servite dall’alta velocità.
Accanto alla liberalizzazione, il decreto introduce un altro tassello centrale: l’autorizzazione alla costituzione di una società pubblica di gestione del materiale rotabile, la Rolling Stock Company (RoSCo), che assumerà la denominazione di Asset Ferroviari Italiani S.p.A. (AFI). Il suo compito sarà duplice: da un lato, sostenere la concorrenza nelle gare per l’affidamento dei servizi Intercity e regionali; dall’altro, garantire agli operatori aggiudicatari un accesso effettivo, non discriminatorio e trasparente ai treni, superando una delle principali barriere all’ingresso nel mercato ferroviario.
L’impianto complessivo del decreto punta così a coniugare apertura del mercato e tutela del servizio pubblico, nel solco degli obiettivi del Pnrr: maggiore efficienza, qualità dell’offerta e utilizzo più razionale delle risorse. Una svolta che, se attuata nei tempi e nei modi previsti, potrebbe ridisegnare il volto degli Intercity e incidere profondamente sull’equilibrio del sistema ferroviario italiano.
