3 Luglio 2026, venerdì
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Prezzi alimentari in corsa (+24,9%): l’Antitrust accende i riflettori sulla Gdo

Tra inflazione e filiera: sotto la lente il potere contrattuale della grande distribuzione

L’impennata dei prezzi dei beni alimentari supera di gran lunga l’andamento dell’inflazione generale e finisce nel mirino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Sulla base dei dati Istat, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 il carrello della spesa ha segnato un aumento del 24,9%, quasi otto punti percentuali in più rispetto all’indice generale dei prezzi al consumo, fermo al 17,3%. Una forbice ritenuta “netta” e non più trascurabile, che ha spinto l’Antitrust ad avviare un’indagine conoscitiva sul ruolo della grande distribuzione organizzata nella filiera agroalimentare.

Al centro dell’istruttoria c’è il funzionamento dei rapporti tra i diversi anelli della catena, dalla produzione agricola alla vendita al dettaglio, e in particolare il peso esercitato dalle grandi catene della Gdo nella formazione dei prezzi finali. L’Autorità intende verificare se e in che misura le dinamiche concorrenziali abbiano contribuito alla divaricazione tra inflazione generale e inflazione alimentare, valutando eventuali criticità strutturali del mercato.

Non meno rilevante è il tema degli equilibri di forza lungo la filiera. L’Antitrust evidenzia un forte squilibrio a svantaggio degli agricoltori, spesso compressi tra l’aumento dei costi di produzione e il potere contrattuale della distribuzione. Un contesto che rischia di penalizzare sia i produttori, con margini sempre più ridotti, sia i consumatori, chiamati a sostenere rincari superiori alla media dell’inflazione. L’indagine mira dunque a fare chiarezza su un settore strategico, cruciale per l’economia e per il potere d’acquisto delle famiglie.

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