13 Gennaio 2026, martedì
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Crans-Montana: Moretti Resta in Carcere, Mentre S’indaga sui Legami tra Comune e Imprenditori

Sotto accusa omissioni fatali e possibili conflitti d’interesse. Dietro l’incendio che ha sconvolto la località svizzera, emergono incertezze su sicurezza e controlli

L’incendio che il 1° gennaio ha distrutto il locale Le Constellation a Crans-Montana, causando la morte di 40 persone e ferendone 116, non solo ha scosso la Svizzera, ma ha acceso i riflettori su una serie di ombre che circondano la gestione della sicurezza e i rapporti tra l’amministrazione comunale e gli imprenditori locali. Sei anni senza controlli, conflitti di interesse, normative che cambiano all’ultimo minuto: gli sviluppi delle indagini sollevano domande inquietanti su quanto accaduto e sulla gestione dell’incendio che ha devastato la popolare località sciistica.

Moretti rimane in carcere: il “pericolo di fuga”

Il Tribunale di Sion ha deciso di convalidare l’arresto cautelare di Jacques Moretti, titolare del locale Le Constellation, confermando la sua detenzione per tre mesi. La decisione, come spiegato dalla Corte, è motivata dal rischio di fuga, un aspetto che è stato ritenuto l’unico pericolo concreto. Nel frattempo, le indagini italiane stanno prendendo piede: la Procura di Roma, che indaga sulla strage, ha avviato una rogatoria per ottenere dalla Svizzera gli atti relativi agli interrogatori e alle indagini in corso. L’inchiesta romana, per ora contro ignoti, include l’ipotesi di omicidio colposo, lesioni e incendio doloso. La trasmissione degli atti dalla Svizzera porterà probabilmente all’iscrizione nel registro degli indagati di Jacques e Jessica Moretti, i due gestori del club, e di altre persone coinvolte.

Il “sistema” Crans-Montana: omessi controlli e favori agli imprenditori

La tragedia del Constellation non è solo una questione di negligenza, ma potrebbe rivelarsi il sintomo di un malcostume radicato. Secondo quanto riportato dal Messaggero, gli investigatori stanno ora esaminando un possibile sistema di favoritismi che avrebbe legato l’amministrazione comunale di Crans-Montana e gli imprenditori locali. In particolare, emerge una serie di omissioni che riguardano la sicurezza dei locali: dal 2019, Le Constellation non avrebbe mai ricevuto alcun controllo, violando così la legge cantonale che impone almeno un’ispezione annuale. Il sindaco Nicolas Féraud ha ammesso la grave lacuna, ma la domanda che sorge è: come mai nessuno si è mai accorto di questo vuoto di vigilanza?

La tragedia e la porta sbarrata

La notte dell’incendio, una delle uscite di emergenza del locale era bloccata con un lucchetto. Jacques Moretti, durante l’interrogatorio, ha confermato che quella porta, fondamentale per l’evacuazione, era inaccessibile. Dietro la porta sono stati trovati numerosi corpi, tra cui una giovane cameriera di 24 anni. Altri 34 corpi sono stati rinvenuti ammassati lungo la stretta scala che collega il seminterrato al piano terra, ridotta a causa di lavori effettuati nel 2015, proprio l’anno in cui il locale fu oggetto di interventi edilizi. Omissioni ripetute che lasciano supporre che non sia stata solo la distrazione, ma un sistema che ha ignorato deliberatamente i rischi.

Ispettori “fantasma” e conflitti d’interesse

Un altro aspetto inquietante è la gestione degli ispettori locali, che sembrano aver avuto più di una falla. Il dipartimento di sicurezza, che aveva il compito di eseguire i controlli, ha visto ben cinque dei suoi membri scomparire misteriosamente dal sito web del Comune dopo la tragedia. Tra questi, alcuni erano addetti ai controlli, ma il profilo di Thibaud Beytrison, ex consigliere comunale e primo responsabile della sicurezza, è particolarmente discusso. Beytrison, infatti, è anche il presidente di una società che si occupa di protezione antincendio e, fino al 2007, ha fatto parte di un’impresa che produce materassini acustici simili a quelli utilizzati nel locale, il che potrebbe configurarsi come un conflitto di interesse grave.

Normativa e misteri dell’ultimo minuto

Proprio alla vigilia dell’incendio, il 31 dicembre, è entrata in vigore una nuova normativa cantonale che solleva gli enti locali da responsabilità per danni derivanti dalle violazioni dei proprietari. Un’ulteriore coincidenza inquietante che alimenta i sospetti di un sistema che, all’ultimo minuto, ha modificato le regole per sottrarsi a qualsiasi responsabilità. Non si può ignorare neanche il fatto che pochi mesi prima, a febbraio del 2022, un altro incendio, avvenuto a soli 400 metri dal Constellation, ha rivelato come l’addetto alla sicurezza del comune di Lens abbia ammesso di non aver effettuato controlli a causa della mancanza di tempo.

In aggiunta, la sparizione di alcune normative antincendio dal sito comunale, appena poche settimane prima della tragedia, solleva ulteriori dubbi su quanto sia stata trasparente l’amministrazione locale.

Il futuro di Crans-Montana e l’opinione pubblica

Micheline Calmy-Rey, ex presidente della Confederazione Svizzera, ha chiesto a gran voce l’abolizione del clientelismo locale, ma le posizioni in città sono divise. Da una parte ci sono coloro che chiedono maggiore responsabilità, dall’altra chi difende il sindaco Féraud, convinto che il turismo debba essere tutelato a ogni costo. Crans-Montana si prepara ad ospitare eventi di grande rilievo, come l’Omega European Masters di settembre e i Mondiali di sci del 2027, ma la strage potrebbe avere un impatto devastante sull’immagine della località di lusso, nota per la sua esclusività.

La verità sulla tragedia di Le Constellation è ancora in corso di accertamento, ma è già chiaro che la questione va ben oltre l’incidente isolato: è un sistema che potrebbe nascondere molte altre ombre, e la ricerca di responsabilità sta diventando più complessa e sfaccettata.

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