27 Luglio 2026, lunedì
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Tolto il popolo, tolto il deficit!

Le più fosche aspettative della fantascienza degli anni '60 vengono tradotte in realtà dal governo statunitense

A cura di Gilberto Borzini

Il Segretario statunitense alla Salute Robert F. Kennedy jr ha ideato, finalmente, il modo per ridurre il deficit federale degli USA. Si tratta di una strategia basata su due cardini essenziali: a) minare la salute dei bambini poveri fin dall’infanzia; b) sviluppare le possibilità di incidente cardiovascolare dall’adolescenza in poi.

Per arrivare a una strategia così raffinata l’attuale Kennedy – che ce n’è uno per decennio a importunare la brava gente – deve forse essere stato uno dei miei venticinque lettori che si sono presi la briga di sfogliare “Superuomini e Superflui”, saggio in cui domandavo, appunto, che fare dei Superflui in una società supercompetitiva, robotizzata, gestita dall’intelligenza artificiale e da pochi, ricchissimi, superuomini magari ibridizzati.

Io, nell’ignoranza, ponevo la domanda e Kennedy, nell’importanza, fornisce le risposte.

Ai bimbi si neghi l’accesso ai vaccini essenziali, forniti, se il caso, solo da onerose Assicurazioni.

Al popolo si suggerisca di stracatafottarsi di salumi e insaccati, succulente carni rosse, grassi formaggi, poderosi vecchi bourbon del Kentucky (possibilmente distillati in cantina) così da essere sprizzanti di energia e colesterolo, abili al lavoro fino a che morte dal miocardio non li separi.

Sembra di rileggere distopici romanzi di un’ adolescenziale fantascienza dove ai settantenni veniva posto un quiz dal cui risultato derivava l’esistenza, dove a conti fatti il costo dello Stato per produrre un impiegato non sono ripagati dalla produttività dell’impiegato, e forse è opportuno eclissare in culla l’onere in virgulto, dove per un semaforo rosso superato in distrazione si viene svaporizzati dal drone poliziotto.

Società coerente, quella che si va formando dove un tempo immaginavano l’occidente, con sociopatiche pellicole in cui il Potere si arrocca in formidabili urbanità e gli espulsi, i miseri, i superflui, si accampano in deserti e foreste, creano comunità violente e tribali, tornano allo stato della pietra, popolano gallerie terminali, esplorano cunicoli e caverne, condividendo miseria e odio, pidocchi e risentimento.

Forse allora apparirà nelle pellicole e nei romanzi un colonnello Kurz, un Superuomo che rinnega se stesso e il suo mondo, che riunisce i Superflui  e li organizza in difesa di una diversa e peculiare dignità, di una diversa e peculiare società. Ma Kurz è un paradigma, non un Uomo, e bella ma romantica speranza sono Montecristo e Sandokan, Robin Hood e Joker e ogni altro vendicatore di ingiustizia, appianatore di eccessive diversità, soggetti fatti di inchiostro che popolano fantasie diseredate.

Quel che traspare dalle proposte kennediane altro non è che la pratica applicazione del sogno del Capitale: generare profitto dal profitto e cancellare l’etica della solidarietà estirpando alla radice l’improduttivo e il questuante, il misero e l’incapace, l’incompetente e l’approssimato fino alla radice del problema: eliminare la povertà eliminando i poveri.

Sarà un mondo spettacolare e gioioso, in cui tutti provvederanno alla crescita, tutti saranno sani e meravigliosi, la vita sarà lunga e gratificante per quei quattro gatti che abiteranno il pianeta.

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