17 Febbraio 2026, martedì
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Sicurezza nei Cantieri: La Tragica Morte di Pietro Zantonini e il Fallimento della Protezione per i Lavoratori

Il Sindacato SAVIP denuncia le condizioni insostenibili degli addetti alla vigilanza nei cantieri: “La sicurezza è un miraggio, le vittime sono troppe”

Le condizioni di lavoro per gli addetti alla sicurezza nei cantieri sono da tempo sotto accusa, eppure poco è stato fatto per migliorare la situazione. A denunciare la grave situazione è il SAVIP (Sindacato Autonomo Vigilanza Privata), attraverso una nota ufficiale firmata dal segretario nazionale Vincenzo del Vicario. Secondo il sindacato, la morte di Pietro Zantonini, la cui tragica fine ha avuto luogo a Cortina, è solo l’ultima di una lunga serie di incidenti che testimoniano la scarsa attenzione dedicata alla protezione dei lavoratori.

“Le condizioni di vita degli addetti alla sicurezza dei cantieri sono proibitive, e non c’è mai un serio controllo preventivo sulle condizioni minime necessarie per garantire loro dignità e protezione”, ha dichiarato Del Vicario. “Le vittime sono sempre le stesse: i lavoratori, che spesso si trovano ad affrontare situazioni di rischio senza adeguate misure di sicurezza.”

La morte di Zantonini, guardia giurata in servizio, è solo l’ultimo esempio di un sistema che, secondo il sindacato, ha dimostrato più volte la sua inefficacia nel garantire la sicurezza nei cantieri. Se Zantonini non fosse stato una guardia giurata, infatti, si sarebbe trattato anche di un caso di sfruttamento del lavoro, pratica che purtroppo è molto diffusa nei cantieri pubblici, specialmente durante il turno notturno. La legge stabilisce che la vigilanza nei cantieri deve essere svolta solo da guardie giurate, ma non è raro che vengano impiegati altri operatori della sicurezza, pagati meno e senza le dovute garanzie.

“L’impiego di operatori della sicurezza non qualificati è una forma di sfruttamento che mina la dignità dei lavoratori e aumenta il rischio di incidenti sul lavoro”, ha proseguito Del Vicario. “Questa pratica è molto comune, ma sembra che nessuno prenda provvedimenti concreti per fermarla.”

Il sindacato evidenzia anche come, nonostante le numerose segnalazioni e le richieste di intervento, le autorità competenti non abbiano mai adottato misure significative per migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro. Anche una recente interrogazione parlamentare della Senatrice Alessandra Maiorino, che aveva sollevato il problema in modo chiaro, non sembra aver avuto alcun effetto tangibile.

“Anche questa tragica vicenda, come le precedenti, non sembra insegnare nulla a chi ha la responsabilità di governare il settore della sicurezza privata”, ha concluso il segretario del SAVIP. “Le parole non bastano più, servono azioni concrete per evitare che altre vite vengano spezzate nell’indifferenza di chi dovrebbe proteggere i lavoratori.”

Il caso di Pietro Zantonini, dunque, si aggiunge a un lungo elenco di vittime dimenticate, portando alla luce ancora una volta l’urgenza di riforme strutturali nel settore della sicurezza privata e nei cantieri. Le parole del sindacato sono un monito affinché le istituzioni non restino in silenzio di fronte a una realtà che costa troppo caro.

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