La presenza di forze straniere in Ucraina non è un’opzione, ma una necessità strategica. Lo ha ribadito con chiarezza il presidente Volodymyr Zelensky, secondo cui la partecipazione di truppe internazionali rappresenta una solida garanzia di sicurezza per Kiev, da inserire in qualsiasi accordo volto a porre fine alla guerra con Mosca. «Credo che la presenza di truppe internazionali sia una vera garanzia di sicurezza – ha spiegato ai giornalisti – un rafforzamento concreto delle garanzie che i nostri partner ci stanno già offrendo».
Il presidente ucraino ha inoltre definito «eccellente» la videoconferenza con i leader europei, tra cui il premier italiano Giorgia Meloni. Durante l’incontro è emersa una visione condivisa: spetta alla Russia dimostrare responsabilità e apertura al negoziato, mostrando la volontà reale di fermare le ostilità.
Nel frattempo, sul fronte delle relazioni internazionali, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato sui social di aver avuto una «telefonata costruttiva» con Vladimir Putin. L’inviato del Cremlino a Washington, Kirill Dmitriev, ha confermato su X che il colloquio tra i due leader è stato «buono e molto produttivo». Secondo le agenzie russe, entrambi condividono l’idea che le proposte di cessate il fuoco temporaneo avanzate da Ucraina ed Europa, con il pretesto di prepararsi a un referendum o altre giustificazioni, rischiano solo di prolungare il conflitto e di far ripartire le ostilità.
La guerra in Ucraina resta dunque al centro della diplomazia globale, con Kiev che insiste sulla necessità di garanzie concrete e la comunità internazionale chiamata a un equilibrio tra pressione su Mosca e sostegno ai diritti di difesa ucraini.
