6 Ottobre 2026, martedì
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Pedaggi autostradali, aumenti inevitabili: da gennaio rincari dell’1,5%

Dopo lo stop della Consulta e le decisioni dell’Autorità dei Trasporti, salta il congelamento delle tariffe: il Mit costretto a prendere atto

La partita sui pedaggi autostradali si chiude con un epilogo tutt’altro che favorevole per automobilisti e governo. A partire dal 1° gennaio 2026 scatterà un aumento medio dell’1,5% delle tariffe, un adeguamento legato all’inflazione programmata che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non potrà in alcun modo evitare. A sancirlo è una nota ufficiale del Mit, che chiama in causa direttamente la recente sentenza della Corte Costituzionale e le determinazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art).

Secondo il dicastero guidato da Matteo Salvini, la pronuncia della Consulta ha di fatto “vanificato lo sforzo” messo in campo dal ministro e dall’esecutivo per congelare i pedaggi fino alla definizione dei nuovi Piani economico-finanziari (Pef) delle concessionarie. Un tentativo politico e amministrativo che puntava a contenere i costi per gli utenti della rete autostradale, ma che si è scontrato con i vincoli normativi e regolatori.

A fare il resto è stata l’Art, che ha stabilito l’adeguamento tariffario all’inflazione nella misura dell’1,5%. Una percentuale che diventa automatica e obbligatoria proprio alla luce del nuovo quadro giuridico: “A seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e dell’Autorità di regolazione dei trasporti – sottolinea il Mit – il ministero non può più intervenire”.

L’aumento riguarderà tutte le società concessionarie autostradali per le quali è attualmente in corso la procedura di aggiornamento dei Piani economico-finanziari. In concreto, su tutta la rete a pedaggio gestita da questi operatori scatterà l’adeguamento tariffario, allineato all’indice di inflazione programmata per il 2026.

Una dinamica che, pur formalmente tecnica, ha inevitabili ricadute politiche e sociali. Da un lato, il governo rivendica di aver tentato la strada del congelamento delle tariffe; dall’altro, prende atto di un sistema di regole che limita fortemente il margine di manovra dell’esecutivo. Il risultato finale, però, è chiaro: il nuovo anno si aprirà con pedaggi più cari, seppur con un aumento contenuto, che peserà sulle tasche di milioni di automobilisti e pendolari.

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