3 Luglio 2026, venerdì
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Trump annuncia l’offensiva Usa contro l’Isis in Nigeria: «Attacco potente e mortale contro chi massacra i cristiani»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il lancio di un’operazione militare americana contro le forze dello Stato Islamico attive in Nigeria, definendola «un potente e mortale attacco» contro i gruppi responsabili di violenze e persecuzioni ai danni delle comunità cristiane.

L’annuncio è arrivato nella notte attraverso un messaggio pubblicato su Truth, il social network del tycoon, ed è stato accompagnato da parole durissime: «Avevo già avvertito questi terroristi che, se non avessero smesso di massacrare i cristiani, avrebbero pagato un prezzo altissimo. Ora è successo».

L’azione militare si inserisce in una strategia che Trump aveva delineato nelle scorse settimane, criticando apertamente il governo nigeriano per l’incapacità – a suo dire – di arginare la violenza jihadista e fermare la persecuzione delle minoranze cristiane. Già il mese scorso il presidente aveva reso noto di aver ordinato al Pentagono di avviare la pianificazione di una possibile operazione in Nigeria, dopo una serie di denunce internazionali sulle uccisioni di massa e sugli attacchi alle comunità religiose.

A rafforzare la linea dura di Washington era intervenuto anche il Dipartimento di Stato, annunciando restrizioni sui visti per cittadini nigeriani e familiari coinvolti, direttamente o indirettamente, in violenze contro i cristiani. Gli Stati Uniti, del resto, classificano la Nigeria come «Paese di particolare preoccupazione» ai sensi dell’International Religious Freedom Act, lo strumento legislativo che consente sanzioni e misure speciali contro gli Stati responsabili di gravi violazioni della libertà religiosa.

In una nota successiva, Trump ha rivendicato l’efficacia dell’operazione militare, parlando di «numerosi attacchi perfetti, come solo gli Stati Uniti sono in grado di fare». E ha ribadito la sua linea politica senza ambiguità: «Sotto la mia guida, il nostro Paese non permetterà al terrorismo islamico radicale di prosperare».

Il messaggio si è chiuso con un tono che mescola retorica patriottica e provocazione: «Che Dio benedica le nostre forze armate e buon Natale a tutti, compresi i terroristi morti. Saranno molti di più se continueranno a massacrare i cristiani». Un’affermazione destinata a far discutere, ma che conferma la volontà dell’amministrazione Trump di legare la lotta al jihadismo globale alla difesa delle minoranze religiose perseguitate.

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