3 Luglio 2026, venerdì
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Sedici anni e una fine tragica nel Canale Cavour: l’autopsia conferma l’annegamento

Disposti ulteriori accertamenti per ricostruire le ultime ore del ragazzo. Al setaccio telefono, contatti e spostamenti della notte della scomparsa

L’autopsia ha chiarito il primo, drammatico tassello della vicenda: Dario Cipullo, il sedicenne trovato senza vita domenica mattina nelle acque del Canale Cavour ad Agognate, alla periferia di Novara, è morto per annegamento. L’esame è stato eseguito nella giornata di oggi dal medico legale Chiara Pasello e ha confermato quanto emerso dalle prime osservazioni sul corpo del giovane.

Secondo quanto trapelato, i polmoni del ragazzo erano pieni d’acqua e sul corpo sono state riscontrate lievi lesioni, ritenute compatibili con un disperato tentativo di uscire dal canale. Segni che rafforzano l’ipotesi di una caduta accidentale, ma che non chiudono ancora il quadro investigativo.

Per fare piena luce su quanto accaduto nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 dicembre, quando Dario è scomparso, la Procura ha infatti disposto anche esami tossicologici. Gli accertamenti serviranno a verificare l’eventuale presenza di alcol, farmaci o sostanze stupefacenti. I risultati, tuttavia, non saranno immediati: per gli esiti definitivi si dovrà attendere almeno un paio di mesi.

Intanto prosegue l’attività degli inquirenti. Intorno a mezzogiorno i Carabinieri hanno ascoltato la madre del ragazzo, Lorena, accompagnata da Marina Chiarelli, assessora regionale e avvocato, oltre che amica della famiglia. Chiarelli è intervenuta per chiarire alcuni aspetti finiti al centro di numerose ricostruzioni circolate sui social network.

«Il telefono cellulare di Dario – ha precisato – è stato ritrovato addosso a lui, non in altre zone. Inoltre non risulta che si stesse recando in un locale pubblico». Il dispositivo verrà comunque analizzato dagli specialisti: per l’estrazione e lo studio dei dati saranno necessari almeno trenta giorni.

Ricostruita anche una parte degli ultimi spostamenti del sedicenne. Dario, ha confermato Chiarelli, era stato accompagnato a casa dal padre di un’amica, insieme alla stessa ragazza. Avrebbe però chiesto di scendere dall’auto a breve distanza dalla sua abitazione di via Roggia Ceresa, nel quartiere Santa Rita, lasciando padre e figlia nei pressi del supermercato Conad di strada Biandrate.

L’amica, colpita dal suo modo di allontanarsi apparso incerto, gli avrebbe inviato un messaggio su WhatsApp per chiedergli se stesse bene. Dario avrebbe risposto con un messaggio vocale giudicato poco chiaro. Più tardi, nella stessa notte, il giovane avrebbe avuto anche una conversazione telefonica di circa venti minuti con un’altra amica.

Tutti questi elementi – messaggi, chiamate, testimonianze e movimenti – saranno ora esaminati con attenzione dagli investigatori, che stanno ascoltando le persone entrate in contatto con Dario nelle ore precedenti alla scomparsa. Un lavoro complesso e delicato, necessario per restituire una verità completa su una morte che ha profondamente scosso Novara e che, per ora, lascia ancora troppe domande senza risposta.

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