Il richiamo di Checco Zalone non conosce crisi. Al primo giorno di programmazione, Buen Camino, diretto da Gennaro Nunziante, conquista le sale italiane con un incasso di 5 milioni e 614 mila euro, frutto di oltre 680 mila biglietti staccati. Numeri certificati da Cinetel che fotografano un debutto travolgente, capace di dominare il botteghino natalizio e di relegare al secondo posto Avatar di James Cameron, fermo a 868 mila euro nella giornata di Natale, con circa 88 mila spettatori. Il kolossal, in sala dal 17 dicembre, ha finora totalizzato 10,5 milioni di euro.
Il risultato conferma la straordinaria forza commerciale del comico pugliese, che con i suoi precedenti cinque film ha superato complessivamente i 220 milioni di euro di incassi, quattro dei quali sotto la regia di Nunziante. A detenere il primato resta Quo vado? (2016), autentico fenomeno di massa, ancora oggi il film italiano con il maggior incasso di sempre: oltre 65 milioni e 365 mila euro.
Se il pubblico continua a premiare Zalone senza esitazioni, più articolato è il giudizio della critica. Buen Camino viene descritto da molti come un’operazione poco innovativa, un “minestrone riscaldato” che ripropone meccanismi già noti. Secondo alcuni osservatori, l’attore appare sottotono rispetto alle prove precedenti: capace di intrattenere, di strappare la risata con il mestiere dell’“incantatore di serpenti”, ma lontano dall’efficacia e dalla freschezza che avevano reso memorabili i suoi film passati.
Il verdetto, ancora una volta, sembra affidato al confronto tra numeri e giudizi: trionfo al botteghino, dibattito aperto sul piano artistico. E, per Zalone, l’ennesima conferma di essere un caso unico nel panorama del cinema italiano contemporaneo.
