2 Luglio 2026, giovedì
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Zelensky frena sulle concessioni: «Nessuna rinuncia alla Nato nel piano Usa. Ancora distanze su Donetsk e Zaporizhzhia»

Il presidente ucraino chiarisce i contorni della proposta americana: nodo Nato, territori occupati e sicurezza restano aperti. In attesa della risposta di Mosca, nuovo appello del Papa per una tregua natalizia.

Volodymyr Zelensky ribadisce i paletti della posizione ucraina nel delicato negoziato diplomatico in corso, smentendo l’ipotesi di una rinuncia formale all’ingresso nella Nato. «Il piano degli Stati Uniti non prevede che l’Ucraina abbandoni le proprie aspirazioni euro-atlantiche», ha affermato il presidente, chiarendo uno dei punti più sensibili del confronto con Washington.

Al tempo stesso, Zelensky ha ammesso che restano divergenze significative su alcuni dossier cruciali. «Non esiste ancora un consenso con gli Stati Uniti sui territori, né sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia», ha spiegato, facendo riferimento sia alla regione di Donetsk, parzialmente occupata dalle forze russe, sia all’impianto atomico più grande d’Europa, da mesi al centro di preoccupazioni internazionali per la sicurezza.

Il leader di Kiev ha inoltre confermato che l’Ucraina è in attesa, già nelle prossime ore, di una risposta ufficiale da Mosca al piano americano, presentato come possibile base per una de-escalation del conflitto. Parallelamente, sono in corso colloqui con Washington sulle tempistiche e sull’estensione delle garanzie di sicurezza, considerate da Kiev un elemento imprescindibile di qualsiasi accordo futuro.

Il quadro resta però segnato da forti tensioni. Dopo il rifiuto russo di accettare un cessate il fuoco durante le festività, dal Vaticano è arrivato un nuovo appello alla responsabilità. Papa Leone XIV ha invitato le parti a concordare almeno una tregua nel giorno di Natale, nel tentativo di aprire uno spiraglio umanitario e simbolico in una guerra che continua a segnare profondamente l’Europa e gli equilibri internazionali.

In attesa delle prossime mosse del Cremlino, Kiev mantiene dunque una linea ferma: nessuna pace potrà passare attraverso concessioni unilaterali sulla sovranità, sulla sicurezza e sul futuro geopolitico del Paese.

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