13 Gennaio 2026, martedì
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Camorra, catturato a Napoli Ciro Andolfi: era nella lista dei 100 latitanti più pericolosi

Ricercato dal 2022, condannato per mafia, estorsione e corruzione

La latitanza è finita dietro un muro. In senso letterale. Ciro Andolfi, classe 1976, esponente di primo piano della camorra napoletana e inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi d’Italia, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli nel quartiere Barra, alla periferia orientale della città. Era ricercato dal 2022.

A tradirlo non è stato un passo falso, ma un nascondiglio: una struttura in muratura ricavata all’interno di un appartamento sottoposto a perquisizione, dove Andolfi si era rifugiato nel tentativo di sfuggire alla cattura. Un bunker domestico, studiato per occultarlo, che però non ha resistito all’azione investigativa dei militari dell’Arma.

Su Andolfi pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli. Deve scontare una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione per gravi reati: associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e corruzione.

Secondo gli inquirenti, Andolfi è ritenuto appartenente al clan camorristico “Andolfi-Cuccaro”, storicamente radicato sul territorio e coinvolto in attività criminali di stampo mafioso. Un profilo che spiega l’inserimento del suo nome nella lista dei latitanti più pericolosi stilata dal ministero dell’Interno.

L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di contrasto alla criminalità organizzata sul territorio partenopeo. Con quello di Andolfi, salgono a 22 gli arresti di latitanti eseguiti nell’arco di un anno dal Nucleo Investigativo di Napoli, a conferma – sottolineano i carabinieri – di un’azione costante e mirata contro le reti camorristiche e i loro vertici.

Per Ciro Andolfi, dopo anni di fuga e clandestinità, si sono ora aperte le porte del carcere. E per la camorra napoletana si tratta di un altro colpo inferto allo zoccolo duro delle organizzazioni mafiose ancora operative sul territorio.

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