Il futuro del Donetsk appare sempre più incerto per l’Ucraina. A dirlo è JD Vance, che in un’intervista al sito britannico UnHerd ha delineato uno scenario realistico, seppur cupo, sull’evoluzione del conflitto con la Russia. Secondo Vance, Kiev “probabilmente perderà” la regione orientale, un esito che — a suo dire — gli stessi leader ucraini riconoscerebbero ormai in privato come difficilmente evitabile.
Vance ha indicato proprio la questione territoriale come uno dei principali ostacoli sul tavolo di qualsiasi trattativa. Il Donetsk rappresenta un punto nevralgico sia dal punto di vista simbolico sia strategico, ma la situazione sul campo pesa in modo determinante: la Russia, ha ricordato Vance, controlla già oltre l’80 per cento della regione.
Secondo l’analisi del numero due della Casa Bianca, il Cremlino non avrebbe alcuna intenzione di fermarsi. Vladimir Putin, ha spiegato, punta al controllo completo del Donetsk e sarebbe pronto a ottenerlo “con la forza” nel caso in cui l’Ucraina non decidesse di ritirarsi. Un obiettivo che rende ancora più fragile il margine di manovra diplomatica di Kiev.
Le parole di Vance fotografano una realtà militare e politica complessa, in cui il destino dei territori occupati continua a condizionare ogni ipotesi di negoziato. Il Donetsk, più di altre regioni, si conferma così come il baricentro della guerra e il nodo più difficile da sciogliere per qualsiasi prospettiva di pace.
