Una manovra che colpisce cittadini e imprese come una “mannaia”, mentre nei corridoi del potere si continua a distribuire risorse per interventi locali dal forte sapore elettorale. È l’accusa frontale lanciata da Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle, che in una nota attacca duramente le scelte del governo Meloni sulla legge di bilancio.
Secondo Appendino, mentre vengono annunciati tagli pesanti a settori fondamentali come sanità e scuola, l’esecutivo riesce a reperire senza difficoltà 136 milioni di euro da spendere nei prossimi due anni per parcheggi, bocciofile, ippodromi e una lunga serie di contributi distribuiti “a pioggia” nei collegi elettorali. Una dinamica che, a suo giudizio, riporta in vita i peggiori vizi della vecchia politica.
“La stagione delle mancette pensavamo fosse finita con la Prima Repubblica – afferma la deputata – invece questa destra la riesuma senza esitazioni”. Il messaggio che arriva ai cittadini, sottolinea Appendino, è contraddittorio e profondamente ingiusto: da un lato si sostiene che manchino le risorse per garantire cure adeguate o per far funzionare le scuole, dall’altro si aprono i rubinetti per opere locali che servirebbero più a coltivare consenso che a rispondere a reali priorità collettive.
Per la parlamentare M5S, il quadro che emerge è quello di una classe dirigente che tutela se stessa e i propri interessi politici, scaricando i costi delle scelte di bilancio sulle spalle delle persone comuni. Una fotografia impietosa, conclude Appendino, di un governo che chiede sacrifici al Paese ma non rinuncia alle logiche di spartizione dei fondi pubblici.
