15 Agosto 2026, sabato
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Consiglio europeo, Cirielli: «Italia protagonista, linea pragmatica e credibile per l’Europa»

Il vice ministro degli Esteri rivendica il ruolo chiave del Governo Meloni nei passaggi più delicati del vertice Ue, dall’Ucraina al Mercosur

L’Italia torna al centro delle decisioni europee e lo fa incidendo nei dossier più complessi, con una linea pragmatica capace di tenere insieme solidità giuridica, equilibrio finanziario e visione strategica. È la lettura offerta dall’onorevole Edmondo Cirielli, vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, all’indomani del Consiglio europeo, che ha affrontato temi di grande delicatezza politica ed economica.

«Il Consiglio europeo – ha spiegato Cirielli – ha attraversato passaggi complessi e sensibili, sui quali l’Italia ha saputo far valere autorevolezza e visione. La posizione sostenuta dal Governo italiano, sotto la guida del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si è dimostrata determinante nel favorire soluzioni pragmatiche ed efficaci per l’azione politica dell’Unione».

Particolarmente significativo, secondo il vice ministro, l’esito del confronto sul dossier ucraino. In un contesto segnato da forti tensioni e da opzioni giuridicamente controverse, ha prevalso una linea di buon senso: «Si è evitato l’utilizzo diretto degli asset russi congelati, una strada fragile sul piano legale, garantendo al tempo stesso un sostegno concreto all’Ucraina senza compromettere la credibilità finanziaria dell’Europa sui mercati internazionali». La scelta del prestito europeo, privo di ulteriori oneri o garanzie per gli Stati membri, viene indicata come una risposta equilibrata, capace di tutelare i bilanci pubblici, la fiducia degli investitori e, soprattutto, le esigenze di Kiev.

Non meno rilevante il capitolo Mercosur. Anche in questo caso, osserva Cirielli, si è affermata la necessità di un rinvio responsabile dell’intesa, indispensabile per rafforzare le tutele a difesa del sistema agricolo e produttivo europeo. «È il frutto di un lavoro diplomatico serio e coerente, portato avanti nel tempo – ha precisato – che non chiude la porta al dialogo e alla necessaria integrazione con i mercati sudamericani, ma chiede garanzie adeguate per i nostri produttori».

Nel complesso, il messaggio politico rivendicato dal vice ministro è chiaro: con il Governo Meloni, l’Italia non si limita a recepire decisioni altrui, ma contribuisce a orientarle. «Il nostro Paese – ha concluso Cirielli – è tornato a essere un attore centrale nel processo decisionale europeo: non subisce le scelte, le costruisce, portando una linea pragmatica, credibile e orientata all’interesse generale dell’Unione».

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