Un impegno di sicurezza modellato sull’Articolo 5 della Nato, approvato dal Congresso e giuridicamente vincolante: è questa, secondo quanto riferisce Axios, la carta che l’amministrazione Trump sarebbe pronta a mettere sul tavolo per l’Ucraina. Una mossa che segnerebbe un cambio di passo significativo nel sostegno americano a Kiev, mentre sul piano politico e diplomatico si moltiplicano i segnali di un’accelerazione verso una possibile soluzione del conflitto.
A confermarlo è stato lo stesso Donald Trump, che ha parlato di «molti progressi» compiuti nelle ultime settimane sul fronte della crisi russo-ucraina. Parole che si inseriscono in un contesto di intensa attività diplomatica: l’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, è atteso nel fine settimana a Berlino per una serie di incontri con i principali leader europei e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La missione, secondo fonti americane, punta a rafforzare il coordinamento transatlantico e a sondare le condizioni per un accordo di pace entro la fine dell’anno.
Parallelamente, l’Unione europea ha dato il via libera al blocco a tempo indeterminato degli asset russi, una decisione politicamente rilevante che consolida la linea della fermezza nei confronti di Mosca. Anche l’Italia ha votato a favore del provvedimento. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito che Roma e Bruxelles restano «saldamente al fianco di Kiev», riaffermando l’unità europea sul dossier ucraino.
Dal Cremlino, però, arrivano segnali di chiusura. Dopo la revisione del piano di pace statunitense, Mosca ha fatto sapere che il testo «potrebbe non soddisfarci». Sul cessate il fuoco, la posizione russa resta rigida: qualsiasi tregua, secondo le autorità di Mosca, sarebbe possibile solo a fronte del ritiro delle forze ucraine dal Donbass. Sul terreno, intanto, la guerra continua a mostrare il suo volto più crudele: fonti russe riferiscono del ritrovamento di corpi di militari ucraini congelati nei pressi di Lyman, a testimonianza delle condizioni estreme in cui si combatte.
Per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la strada resta quella di una «pace giusta e duratura», che non può prescindere da garanzie di sicurezza «molto robuste» per l’Ucraina. Un concetto che sembra ora trovare un’eco concreta nelle indiscrezioni provenienti da Washington, dove l’ipotesi di uno scudo di sicurezza sul modello Nato potrebbe ridefinire gli equilibri del conflitto e le prospettive negoziali.
