Dopo settimane di attesa e tensione, il Torino torna finalmente ad assaporare la vittoria. All’Olimpico Grande Torino basta una giocata di qualità per piegare la Cremonese: decide Nikola Vlasic con un sinistro al volo al 27’, su assist intelligente di Zapata. Un 1-0 che vale molto più dei tre punti, perché interrompe un digiuno che durava dal 26 ottobre e restituisce ossigeno alla classifica e all’ambiente granata.
La squadra di Baroni parte con l’atteggiamento giusto e costruisce la prima occasione già in avvio: Adams controlla e calcia, ma Audero risponde con sicurezza. È il preludio al vantaggio, che arriva a metà primo tempo. Zapata lavora spalle alla porta e fa valere fisico e visione, Vlasic si inserisce e colpisce al volo di sinistro: conclusione secca sul primo palo, Audero battuto e stadio in festa.
La Cremonese non resta a guardare e prova a reagire quasi subito. Bonazzoli tenta la rovesciata, una delle sue specialità, ma Paleari è reattivo e respinge con un grande intervento. Il primo tempo si chiude così sull’1-0 per i padroni di casa, che danno la sensazione di avere il controllo emotivo della gara.
Nella ripresa i ritmi si abbassano, ma le occasioni non mancano. Ismajli sfiora il raddoppio, trovando però l’opposizione del portiere grigiorosso. Nicola prova a cambiare l’inerzia con i cambi, inserendo prima Zerbin e poi, al 64’, l’ex di turno Sanabria al posto di Pezzella. Il Torino, però, non si limita a difendere: Adams cerca il colpo del ko con un destro a giro, ancora una volta Audero tiene in vita i suoi. Poco dopo è Moumbagna, appena entrato, a sprecare una chance clamorosa calciando alto da posizione favorevole.
Nel lunghissimo recupero arriva l’episodio che fa discutere: al 99’ un tocco di mano in area di Simeone viene segnalato, il Var effettua il check ma Marinelli non viene richiamato al monitor. Niente rigore, decisione confermata e triplice fischio che certifica il ritorno al successo del Torino.
Una vittoria che mancava da quasi due mesi e che permette ai granata di salire a quota 17 punti, a tre lunghezze proprio dalla Cremonese di Nicola, ferma a 20 e costretta a rinviare l’occasione di un clamoroso aggancio alla Juventus. Per Baroni è un risultato che placa, almeno in parte, le tensioni di una serata tutt’altro che semplice e restituisce fiducia a una squadra che aveva bisogno, prima di tutto, di ritrovare se stessa.
