Una sentenza destinata a fare scuola. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto la responsabilità diretta del Comune per i danni subiti dai residenti a causa della cosiddetta “mala movida” e ha condannato Palazzo Marino al risarcimento di 4.700 euro ciascuno a 34 cittadini della zona di Porta Venezia, riuniti nel comitato Lazzaretto. È la prima volta che l’amministrazione comunale milanese viene chiamata a rispondere in sede civile dei disagi provocati dalla movida notturna fuori controllo.
Al centro della vicenda c’è un’area tra le più frequentate della città: le vie Lecco, Lazzaro Palazzi, Tadino, Melzo e via Lazzaretto, a ridosso di Porta Venezia. Un quartiere che negli ultimi anni ha visto moltiplicarsi i dehors autorizzati dal Comune e che, dal tardo pomeriggio fino a notte fonda, viene preso d’assalto da una folla rumorosa. Musica ad alto volume, schiamazzi continui, auto parcheggiate in modo selvaggio e rifiuti abbandonati sui marciapiedi hanno trasformato la quotidianità dei residenti in un percorso a ostacoli fatto di insonnia e stress.
Il punto giuridico è netto: la strada è di proprietà comunale e, di conseguenza, il Comune è responsabile di ciò che accade nello spazio pubblico. Il giudice ha ritenuto provato che i ricorrenti abbiano subito un danno alla salute a causa dell’esposizione prolungata — per ben nove anni — a livelli di rumore superiori alla soglia di tollerabilità prevista dalla legge.
Determinanti le perizie acustiche depositate agli atti del processo, avviato nel 2023. Gli accertamenti tecnici hanno evidenziato un “superamento costante a ogni orario” dei limiti consentiti, con picchi pari a 32 decibel oltre la soglia di tollerabilità in tutti gli appartamenti interessati del quartiere. Un dato che, secondo il Tribunale, non lascia spazio a interpretazioni.
Oltre al risarcimento economico, la sentenza impone a Palazzo Marino un obbligo altrettanto significativo: adottare “i provvedimenti necessari al contenimento della rumorosità”. Non solo un ristoro per i danni subiti, dunque, ma anche l’imposizione di misure concrete per prevenire il ripetersi dei disagi.
Una decisione che potrebbe aprire la strada ad altri contenziosi analoghi già pendenti in città. Per molti comitati di residenti, alle prese con gli effetti collaterali della movida nelle zone più attrattive di Milano, la pronuncia del Tribunale rappresenta un precedente importante. Un segnale chiaro: il diritto al riposo e alla salute non può essere sacrificato sull’altare della nightlife senza regole.
