3 Luglio 2026, venerdì
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Nuova forte scossa nel nord del Giappone: revocata l’allerta tsunami dopo il sisma di magnitudo 6.7

Il terremoto è stato avvertito lungo la costa del Pacifico: epicentro in mare davanti ad Aomori. È il secondo evento tellurico rilevante in meno di una settimana

Un’altra violenta scossa scuote il Giappone settentrionale. Questa volta la terra ha tremato con una magnitudo di 6.7, sufficiente a far scattare, anche se per breve tempo, il timore di un possibile tsunami. L’Agenzia meteorologica giapponese ha infatti inizialmente diramato un’allerta per onde fino a un metro lungo la costa settentrionale del Pacifico. L’avviso è stato poi revocato dopo le verifiche sui dati registrati dal sistema di monitoraggio, che non hanno indicato rischi di innalzamenti anomali del mare.

Il sisma è stato rilevato alle 11:44 locali, quando in Italia erano le 3:44. L’epicentro è stato localizzato in mare, nella prefettura di Aomori, a circa venti chilometri di profondità. Una zona sismicamente attiva, spesso interessata dai movimenti delle placche che corrono sotto il Giappone. La scossa si è prodotta a circa centotrenta chilometri al largo della città di Kuji, nella prefettura di Iwate, lungo la costa orientale dell’isola di Honshu.

Le autorità hanno avviato immediatamente i protocolli di emergenza: raccolta di informazioni da parte delle prefetture, verifica delle infrastrutture, controllo del livello del mare lungo i tratti di costa considerati più esposti. Non sono state segnalate anomalie né danni significativi, ma la scossa è stata avvertita distintamente in diverse aree del nord, alimentando per qualche ora la tensione tra la popolazione.

Il terremoto odierno arriva a pochi giorni da un altro evento di intensità ancora maggiore. Martedì scorso una scossa di magnitudo 7.6 aveva colpito un’ampia area del Giappone settentrionale, con epicentro circa ottanta chilometri al largo e una profondità di cinquanta chilometri. In quel caso il movimento tellurico aveva generato un’onda anomala di quaranta centimetri che aveva raggiunto la città di Urakawa, nell’isola di Hokkaido, e il porto di Mutsu Ogawara, nella prefettura di Aomori.

La successione di due eventi sismici così ravvicinati ricorda quanto il Giappone, situato lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, rimanga costantemente esposto all’attività delle placche tettoniche. Le più recenti misurazioni non indicano correlazioni dirette fra le due scosse, ma evidenziano un periodo di particolare vivacità sismica nell’area settentrionale del Paese.

Per gli esperti della Jma l’attenzione resta alta, anche se al momento non vi sono segnali che facciano prevedere scosse di intensità superiore. Le reti di monitoraggio, tra le più sofisticate al mondo, restano operative per gestire in tempo reale eventuali variazioni. Nel frattempo, nelle prefetture coinvolte si continua a lavorare nella consueta combinazione di prudenza e preparazione, consapevoli che il rischio sismico in Giappone è un elemento permanente con cui convivere, ieri come oggi.

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