16 Agosto 2026, domenica
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Spagna, smantellata una rete di sfruttamento: trecento migranti ridotti in schiavitù nei campi

La Guardia Civil arresta undici persone e libera oltre trecento braccianti irregolari, in gran parte nepalesi. L’organizzazione reclutava migranti con visti turistici e li costringeva a lavorare in condizioni degradanti in otto province agricole.

Era un sistema vasto, radicato e silenzioso, che per mesi ha trasformato le campagne spagnole in un terreno di sfruttamento sistematico. La Guardia Civil ha smantellato una rete criminale internazionale specializzata nell’ingresso e nell’impiego illecito di migranti irregolari nei campi, un meccanismo che alimentava manodopera a basso costo per fattorie disseminate in otto province: Albacete, Alicante, Castellón, Ciudad Real, Cuenca, Murcia, Valencia e Zaragoza.

L’operazione, avviata nel luglio del 2024 e culminata nei giorni scorsi, ha portato all’arresto di undici persone considerate parte attiva dell’organizzazione. Al tempo stesso sono stati soccorsi circa trecentoventidue stranieri, fra cui duecentonovantaquattro privi di un regolare permesso di soggiorno. La maggioranza proveniva dal Nepal, reclutata sfruttando le maglie larghe dell’ingresso turistico nell’area Schengen.

Il metodo era semplice e al tempo stesso spietato. Ai migranti venivano procurati visti turistici con cui accedere ai Paesi dell’Unione, per poi essere trasferiti in Spagna e smistati nelle varie aziende agricole legate alla rete. Qui li attendevano turni estenuanti, paghe irrisorie e condizioni di vita che la Guardia Civil definisce disumane. I lavoratori venivano stipati in alloggi privi dei requisiti minimi di sicurezza e igiene, mentre ogni giorno venivano trasportati nei campi con furgoni sovraccarichi, spesso non a norma.

La ricostruzione degli inquirenti mette in luce la struttura organizzata del gruppo, capace di gestire flussi continui di migranti e di occultare la loro presenza nelle campagne più produttive del Paese. Il sistema, secondo gli investigatori, si reggeva sulla vulnerabilità delle vittime, costrette ad accettare qualsiasi condizione pur di ripagare i debiti contratti per raggiungere l’Europa.

Per le autorità spagnole si tratta di una delle operazioni più ampie degli ultimi anni nel contrasto allo sfruttamento lavorativo nei campi, un fenomeno che ciclicamente riaffiora nelle aree agricole più esposte al lavoro stagionale. L’indagine prosegue per chiarire l’esatta dimensione della rete e individuare eventuali complici all’estero.

La vicenda restituisce il volto nascosto di una parte dell’agricoltura europea, dove la domanda di braccianti e la vulnerabilità dei migranti creano un terreno fertile per forme di schiavitù moderna. La liberazione dei lavoratori e gli arresti segnano un punto decisivo, ma non chiudono un problema che, come dimostra questa operazione, resta ancora vasto e profondamente radicato.

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