8 Luglio 2026, mercoledì
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Accoltellamento in Piazza Duomo: fermato un ventunenne egiziano

La polizia individua il presunto responsabile dell’aggressione del 25 novembre: un giovane irregolare con precedenti, accusato di tentato omicidio ai danni di un connazionale.

La serata del 25 novembre in Piazza Duomo, cuore pulsante di Milano, si era trasformata in un teatro di violenza improvvisa. Tra i flussi continui di turisti e passanti, un diciannovenne egiziano era crollato a terra davanti a un fast food, ferito gravemente da due colpi di arma da taglio, uno all’addome e uno al torace. Un’aggressione fulminea, consumata in pochi istanti e subito avvolta dalla confusione di una folla attonita.

A distanza di giorni, le indagini della polizia hanno portato a un punto di svolta. È stato infatti fermato un ventunenne egiziano, irregolare sul territorio italiano e con precedenti, ritenuto il responsabile dell’accoltellamento. Per lui l’accusa è di tentato omicidio.

Gli investigatori, sin dalle prime ore dopo l’aggressione, avevano ricostruito i movimenti dei protagonisti attraverso le immagini di videosorveglianza e le testimonianze raccolte in loco. Una traccia dopo l’altra, gli agenti hanno delineato un quadro preciso, che li ha condotti all’identificazione del sospettato. Il giovane è stato rintracciato e fermato, chiudendo così un cerchio che aveva lasciato la città in attesa di sviluppi.

Il diciannovenne ferito, soccorso immediatamente, era stato trasportato in condizioni critiche in ospedale. Le coltellate subite in una delle piazze più illuminate e sorvegliate del Paese hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nell’area centrale di Milano, già più volte teatro di episodi di violenza legati a regolamenti di conti o tensioni tra gruppi di connazionali.

L’arresto del presunto aggressore segna ora un passaggio decisivo nelle indagini, che proseguono per chiarire le cause alla base dell’accoltellamento e verificare eventuali responsabilità ulteriori. Resta l’immagine di una ferita inferta non solo alla vittima, ma anche al simbolo stesso della città, colpito nel suo spazio più emblematico da una violenza che nulla ha potuto contro la rapidità dell’azione e la fragilità di un equilibrio precario.

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