La notte in Ucraina si è accesa di bagliori sinistri e detonazioni. Due città simbolo del fronte orientale, Zaporizhzhia e Kharkiv, sono state nuovamente bersaglio di attacchi russi che hanno scandito un’altra notte di sirene, paura e soccorsi frenetici.
A Zaporizhzhia, nel sud del Paese, il bilancio è pesante: diciotto feriti, dodici donne e sei uomini. A renderlo noto è stato il governatore dell’oblast, Ivan Fedorov, con un messaggio su Telegram che ha restituito l’immagine di una città colpita con precisione chirurgica nelle sue zone residenziali. Sette edifici sono stati danneggiati, le facciate aperte come ferite vive, gli appartamenti invasi dalla polvere, i vetri ridotti in frammenti.
Sul posto sono intervenute le squadre mediche del servizio di emergenza, impegnate tra trasporti in ospedale, cure immediate e verifiche nei palazzi colpiti. L’onda d’urto ha interessato anche un dormitorio, un negozio, una stazione di servizio e un’attività commerciale, segno di un impatto esteso che ha travolto luoghi di vita quotidiana, lavoro e studio.
Più a nord, a Kharkiv, la notte è stata scandita da un’altra sequenza di esplosioni. Diverse deflagrazioni, avvertite sia in città sia nei dintorni, hanno accompagnato un attacco missilistico lanciato, secondo i media indipendenti, con missili S-300 in modalità terra-terra provenienti dall’oblast russo di Belgorod. I colpi hanno raggiunto la periferia della città, mentre l’allarme è risuonato anche nelle zone più interne.
A confermare l’attacco è stato il governatore regionale, Oleh Syniehubov, che ha spiegato in un messaggio su Telegram come le conseguenze fossero ancora in fase di accertamento nelle prime ore del mattino. Per il momento, ha precisato, non risultano vittime, ma i sopralluoghi delle squadre di emergenza e delle autorità sono ancora in corso.
Le due offensive, arrivate a distanza di poche ore l’una dall’altra, riaffermano la pressione costante esercitata dall’esercito russo su aree già duramente colpite nel corso dei mesi. Zaporizhzhia, con la sua importanza strategica e industriale, e Kharkiv, città di confine e simbolo della resistenza, continuano a vivere notti di inquietudine e attese, tra l’eco dei missili e la necessità impellente dei soccorsi.
Mentre le autorità valuteranno i danni e aggiorneranno il bilancio delle conseguenze, la popolazione si prepara a un nuovo giorno che ancora una volta si apre tra macerie, solidarietà e un conflitto che non concede tregua.
