13 Luglio 2026, lunedì
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Cremonese-Roma 1-3

La Roma soffre, poi accelera: Gasperini resta in vetta con una prova di forza

Nel freddo tagliente dello Zini la Roma soffre, barcolla, si aggrappa alle mani sicure di Svilar e al talento di Soulé, poi nella ripresa cambia passo, cambia volto e chiude la pratica con l’autorità di una capolista consapevole. Finisce 3-1 per i giallorossi, un risultato che racconta solo in parte l’intensità di una partita in cui la Cremonese ha provato a complicare i piani di Gasperini, senza riuscire però a inceppare la marcia di una squadra che – numeri alla mano – lontano dall’Olimpico continua a vivere in una dimensione quasi irreale: 12 vittorie in 15 trasferte di campionato nel 2025.

Una proiezione da scudetto, confermata anche a Cremona.

La partita

Il momento simbolico della sfida va in scena nel recupero, quando la Roma è già sul triplo vantaggio e Folino trova il gol della bandiera. A quel punto Svilar esplode di rabbia, quasi più per principio che per reale preoccupazione. È l’unica macchia su una prestazione che lo aveva visto, fino ad allora, ergersi a protagonista con due parate decisive: prima su Bonazzoli, poi su Vandeputte, entrambe in situazioni che avrebbero potuto cambiare il copione.

Gasperini torna dalla sosta con una squadra che ha conservato convinzioni e automatismi e che sembra aver aggiunto un ulteriore strato di sicurezza. L’avvio è prudente, anche perché la Cremonese alza i giri del motore e prova a sorprendere la capolista. È allora che serve un lampo individuale, e a firmarlo è Soulé: al 17’, con il suo sinistro dal limite, preciso, pulito, chirurgico. Un colpo d’autore che orienta la partita, ma non la mette ancora al sicuro.

La Roma prova ad amministrare, ma qualche crepa nella concentrazione si vede, soprattutto sulle transizioni grigiorosse. In quei minuti cresce il peso specifico di Svilar, che tiene la porta inviolata fino all’intervallo mentre Gasperini, sempre più nervoso, vede una squadra efficace ma non ancora del tutto padrona del match.

La ripresa è un’altra storia. Le sostituzioni – e soprattutto la temperatura emotiva di Gasperini, che viene espulso – cambiano l’inerzia. El Aynaoui entra con la lucidità di chi sa leggere gli spazi e al 64’ serve a Ferguson un pallone che l’irlandese trasforma nel suo primo gol stagionale, un segnale tecnico e simbolico insieme.

La Cremonese si sgonfia, la Roma dilaga. Cinque minuti dopo tocca a Wesley, appena entrato, chiudere definitivamente i conti: il brasiliano scavalca il portiere con uno scavetto elegante, leggero, quasi beffardo. È la giocata che trasforma l’ultima mezz’ora in una passerella controllata.

Solo nel recupero Folino approfitta di un momento di calo e accorcia, facendo infuriare Svilar che avrebbe voluto blindare la partita senza concessioni. Un dettaglio, nulla più.

Il peso dei tre punti

La Roma continua a guardare tutti dall’alto, con un rendimento esterno che non ha cambiato passo nel passaggio da Ranieri a Gasperini e che anzi è diventato il vero marchio di fabbrica di questa stagione. Una squadra verticale, intensa, consapevole, che a Cremona ha mostrato sia le fragilità dei momenti difficili sia la forza con cui li ha superati.

Tre gol, tre firme diverse, un’identità tecnica che si consolida e una classifica che sorride. La Roma non soffre le vertigini: per ora, la vetta è casa sua.

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