L’area orientale di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, torna a essere il fulcro delle operazioni israeliane con un’azione che l’Idf definisce mirata e necessaria per neutralizzare una minaccia imminente. Cinque militanti di Hamas sono stati uccisi in un raid aereo dopo essere emersi da un tunnel sotterraneo individuato dalle unità della Brigata Nahal, impegnate da settimane in operazioni di rastrellamento nella zona.
Secondo la ricostruzione fornita dall’esercito, il gruppo sarebbe uscito dai cunicoli e si sarebbe diretto verso le truppe israeliane in modo tale da richiedere un intervento immediato. Da qui la decisione del comando operativo di autorizzare l’attacco aereo, che ha colpito i militanti a breve distanza dalle linee avanzate. L’operazione si inserisce nella più ampia strategia israeliana di individuazione e distruzione della rete di tunnel utilizzata da Hamas per movimenti, rifornimenti e attacchi a sorpresa.
La tensione non rimane confinata alla Striscia. In Cisgiordania, a Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme, il ministero della Salute palestinese ha denunciato l’uccisione di due adolescenti durante un’incursione delle forze israeliane. Le vittime sono state identificate come Amr Khaled al-Marboua, di diciotto anni, e Sami Ibrahim Mashaikha, di sedici.
Secondo quanto riferito dall’agenzia palestinese Wafa, l’operazione israeliana ha coinvolto unità di fanteria schierate nelle strade della cittadina e cecchini posizionati sui tetti di diversi edifici. Durante l’assalto sarebbe scoppiato uno scontro a fuoco che ha coinvolto giovani presenti nell’area, culminando nella morte dei due ragazzi. Le circostanze esatte dell’accaduto restano oggetto di versioni divergenti, come spesso avviene nei teatri di frizione più sensibili.
Gli avvenimenti di Rafah e Kafr Aqab si aggiungono a un mosaico di violenze che si estende ormai da mesi su più fronti, aggravando un quadro già estremamente fragile. Le vittime di questa fase del conflitto continuano a includere un numero crescente di giovani, mentre le prospettive di un allentamento delle ostilità appaiono sempre più lontane. L’escalation simultanea nelle due aree conferma la delicatezza di un equilibrio precario, destinato a essere messo alla prova ancora una volta.
