25 Maggio 2026, lunedì
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Berrettini illumina la semifinale: Italia avanti sul Belgio nella corsa alla Coppa Davis

Il romano domina Collignon e firma il primo punto azzurro. Ora Cobolli può chiudere i conti e proiettare l’Italia verso la terza finale consecutiva.

Quando la Coppa Davis chiama, Matteo Berrettini risponde con la solidità dei giorni migliori. Nel giorno dell’apertura della semifinale contro il Belgio, il numero 56 del ranking ATP firma una vittoria limpida e preziosa su Raphaël Collignon, un 6-3, 6-4 maturato in un’ora e mezza che restituisce agli azzurri il vantaggio e soprattutto una sensazione di ritrovata autorità.

L’Italia si porta così sull’1-0, accendendo l’entusiasmo della squadra di Filippo Volandri e preparando il terreno a Flavio Cobolli, chiamato a completare l’opera contro il più insidioso Zizou Bergs. Un compito non semplice, ma alla portata, soprattutto dopo l’energia con cui Berrettini ha aperto la giornata.

Il ritorno di Matteo: controllo, potenza, maturità

Il match inaugurale racconta di un Berrettini immediatamente centrato. L’approccio è di quelli che fanno la differenza nelle giornate che pesano: servizio solido, dritto penetrante, concentrazione costante. Il primo game scorre via senza scosse, ma è nel secondo che l’azzurro impone la sua legge: tre palle break consecutive, tutte giocate con intensità, e servizio strappato al belga al termine di uno scambio che riassume l’intero set.

Collignon prova a non affondare, anzi si concede qualche lampo di coraggio, ma il copione resta nelle mani di Berrettini, che amministra il vantaggio con lucidità. Al momento di chiudere il set, Matteo deve attendere un game in più: nell’ottavo Collignon annulla un set point, ma nel nono arriva il colpo definitivo che sigla l’1-0.

Il secondo set e la risposta belga

La partenza della seconda frazione è quasi una replica della prima. Berrettini riparte con immediatezza, confeziona un altro 0-40 e trasforma la terza palla break, indirizzando la partita in una direzione che sembra già evidente. Quando anche il vantaggio viene consolidato, tutto lascia immaginare un finale lineare.

Ma la Davis, per definizione, tende a complicare i piani. Nel terzo game Berrettini sfiora il doppio break, Collignon resiste e si salva dopo una serie di scambi lunghi che gli riaccendono fiducia. Il belga ne approfitta subito: nel gioco seguente sorprende l’azzurro, trova ritmo e aggressività e rientra in parità, riportando il set su un equilibrio improvvisato e tutt’altro che scontato.

Il sesto game diventa un passaggio chiave: Berrettini affronta una nuova palla break che rischia di trasformare il match in salita, ma la cancella con determinazione e pesantezza di colpi. È la scossa che gli serve. Nel game successivo l’azzurro forza l’acceleratore, aggredisce il servizio belga e si riprende il vantaggio, questa volta per non lasciarlo più.

Al primo match point, Matteo chiude senza esitazioni, un gesto secco che vale l’1-0 complessivo e un segnale forte: quando la posta si alza, lui c’è.

Ora tocca a Cobolli

La semifinale ora passa nelle mani di Flavio Cobolli, chiamato a tradurre in un punto decisivo lo slancio regalato dal compagno. L’avversario è Zizou Bergs, giocatore dal tennis rapido e imprevedibile, capace di alzare il livello nei momenti caldi. Ma l’Italia, sostenuta dal primo punto e da una squadra che ha ormai accumulato esperienza e tenuta mentale nelle grandi sfide, vede all’orizzonte la possibilità di centrare la terza finale consecutiva in Davis.

Il mattino azzurro, intanto, porta la firma nitida di Matteo Berrettini, tornato a essere uomo-simbolo nelle giornate in cui serve qualcosa in più del semplice talento: personalità, coraggio, presenza. E oggi, sul campo, non sono mai mancati.

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