29 Giugno 2026, lunedì
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Milano regina della qualità della vita 2025: guida il Paese, ma scivola in fondo per sicurezza

Nella 27esima edizione dell’indagine di ItaliaOggi e Ital Communications, realizzata con l’Università Sapienza, il capoluogo lombardo riconquista la vetta nazionale. Peggiorano i divari territoriali, crollano Foggia, Pordenone e Gorizia. Ultima Caltanissetta.

Milano torna sul gradino più alto della qualità della vita in Italia, confermando anche per il 2025 un primato che poggia sulla solidità dei servizi, sul dinamismo economico, sulla ricchezza prodotta e sulla capacità di attrarre imprese e lavoro. È la conclusione della nuova indagine annuale di ItaliaOggi e Ital Communications, realizzata in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e giunta alla sua 27esima edizione. Un risultato di vertice che tuttavia si accompagna a un dato in ombra: la città meneghina, brillante in quasi tutte le dimensioni considerate, chiude la classifica nazionale proprio sulla voce reati e sicurezza.

Alle spalle di Milano si conferma Bolzano, mentre Bologna conquista il terzo posto e sale di una posizione rispetto allo scorso anno. Seguono Firenze e Monza e della Brianza, mentre si registrano due exploit: Rimini e Ascoli Piceno scalano oltre venti posizioni e si attestano rispettivamente al dodicesimo e al quindicesimo posto.

Sul fondo della graduatoria non cambia il volto della sofferenza: Caltanissetta resta ultima (107esima), preceduta da Crotone e da Reggio Calabria. Ma la dinamica più evidente è il peggioramento di alcune realtà che fino allo scorso anno occupavano posizioni di rilievo. Foggia precipita dalla 93esima alla 104esima posizione; Pordenone scivola dalla nona alla ventitreesima; Gorizia cede ventisei posti, fermandosi alla cinquantaduesima posizione.

Il quadro generale restituisce un Paese più fragile: solo 60 delle 107 province mostrano una qualità della vita buona o accettabile, un valore inferiore rispetto agli ultimi anni e indice di un peggioramento strutturale.

La frattura territoriale che non si rimargina

Anche nel 2025 l’Italia appare divisa lungo la sua storica faglia: il Centro-Nord resta nettamente più performante rispetto al Mezzogiorno e alle Isole, dove permangono aree estese di disagio sociale e personale. Nel Nord-Ovest si osserva un lieve arretramento: solo 19 province su 25 rientrano nei gruppi di qualità migliore, due in meno rispetto alla passata edizione. Segno inverso per il Nord-Est, mentre l’Italia centrale migliora leggermente.

Nel Sud e nelle Isole la situazione resta critica. L’unica provincia meridionale a ottenere un piazzamento accettabile è L’Aquila, mentre lo scorso anno erano due (Pescara e Teramo). Un dato che conferma la crescente difficoltà dei territori meridionali ad agganciare i ritmi di sviluppo del resto del Paese.

Affari e lavoro: Bolzano ancora in testa

La dimensione dedicata a imprese, occupazione, innovazione e protesti premia Bolzano, che conserva per il quarto anno di fila la leadership nazionale. Alle sue spalle Firenze, che compie un balzo di sedici posizioni, quindi Prato, Padova e Trento. La coda della classifica è interamente meridionale: Agrigento, Siracusa e Napoli.

Ambiente: dominio di Bolzano, Sicilia in affanno

Anche sul fronte ambientale Bolzano guida il Paese, seguita da Bologna, Bergamo e Reggio Emilia. Su 19 province nelle prime posizioni, ben 12 appartengono al Nord-Est e 6 al Nord-Ovest, con Macerata unica rappresentante dell’Italia centrale. Confermato invece il fanalino di coda: Palermo e Catania chiudono la graduatoria per qualità ambientale.

Reati e sicurezza: primato ad Ascoli, Milano fanalino di coda

La sicurezza vede Ascoli Piceno al primo posto, con un salto in avanti di dieci posizioni. Le seguono Oristano, Potenza, Matera e Treviso. L’indagine rileva una sostanziale stabilità del quadro nazionale: da sette anni il numero delle province con livelli di sicurezza buoni o accettabili è stabile a quota 65. Nelle retrovie si posizionano Roma, Trieste e Firenze, con Milano ultima.

Sicurezza sociale: guidano Ascoli Piceno e Lodi

La dimensione della sicurezza sociale si aggiorna con cinque nuovi indicatori, tra cui l’incidenza dei Neet e i dati su mortalità correlate ad alcol e sostanze. Ascoli Piceno apre ancora una volta la classifica, seguita da Lodi, Prato, Siena e Ragusa. Ultima la provincia del Sud Sardegna.

Istruzione e formazione: Bologna leader, Crotone in coda

Bologna si conferma al vertice della formazione, seguita da Milano, Udine, Trieste e Ascoli Piceno. Ultime Caltanissetta e Crotone, che chiude anche questa graduatoria.

Popolazione: Bolzano domina da undici anni

La dimensione demografica, rinnovata nel 2022, vede Bolzano in prima posizione per l’undicesimo anno consecutivo. Nel gruppo di testa anche Trento, Brescia, Monza e della Brianza e Milano. Chiudono Sud Sardegna e Oristano.

Sistema salute: Ancona conquista il primato

Con l’inserimento della nuova sottodimensione dedicata alle attività ospedaliere, il 2025 incorona Ancona, seguita da Catanzaro, Siena, Pisa e Verona. In fondo alla graduatoria ancora il Sud Sardegna.

Turismo, cultura e intrattenimento: Bolzano torna prima

La dimensione dedicata all’attrattività vede in testa Bolzano, seguita da Trieste, Rimini, Roma e Livorno. Cresce il numero delle province considerate di eccellenza, da 14 a 17, tra cui Milano, Verona, Venezia, Firenze, Ravenna e Lucca. Chiude la classifica Enna.

Reddito e ricchezza: Milano al top per il sesto anno

Nella rilevazione 2025 si introducono nuovi indicatori, tra cui i valori immobiliari e il costo medio degli affitti. Milano guida la classifica per il sesto anno consecutivo, seguita da Bolzano, Firenze, Monza e della Brianza e Bologna. Ultima ancora una volta Crotone.

Le voci degli esperti

Per Marino Longoni, condirettore di ItaliaOggi, la classifica conferma «la resilienza delle grandi città del Centro-Nord, capaci di adattarsi alle crisi degli ultimi anni. Ma si accentua il divario con il Sud, dove aumentano i segnali di disagio sociale e personale. Milano resta stabilmente ai vertici, pur mostrando forti criticità sul fronte sicurezza».

Attilio Lombardi, founder di Ital Communications, sottolinea la portata dell’indagine: «Analizzando 107 province e dimensioni che spaziano da lavoro a salute, emergono elementi indispensabili per individuare criticità e potenzialità di ogni territorio. La buona comunicazione resta uno strumento decisivo per stimolare partecipazione e favorire processi decisionali inclusivi».

Alessandro Polli, docente della Sapienza e responsabile scientifico dello studio, ricorda la profondità del lavoro: «Novantasette indicatori e nove dimensioni fanno di questa indagine una delle più complete in Italia. L’edizione 2025 conferma tre aspetti: la crescente frattura tra Centro-Nord e Mezzogiorno; l’ampliarsi delle aree di disagio nel Sud; la capacità delle città metropolitane del Centro-Nord di mantenere una forte resilienza nonostante le incertezze economiche e geopolitiche».

L’Italia che emerge dall’edizione 2025 è un Paese dalle velocità divergenti. Da un lato Milano, Bolzano, Bologna e le province del Nord che consolidano i loro punti di forza; dall’altro un Mezzogiorno che fatica a uscire da una spirale di svantaggio strutturale. La qualità della vita si conferma così non solo un indicatore, ma uno specchio fedele delle profonde disparità che ancora attraversano il Paese.

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