29 Giugno 2026, lunedì
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Mistero a Napoli sulla morte di Nunzia Cappitelli: l’autopsia al centro dell’indagine

La donna, 51 anni, è stata trovata senza vita nel suo appartamento a Marianella. Sul corpo una ferita alla testa. Aveva denunciato due presunti stalker: gli investigatori valutano ogni pista.

La verità sulla morte di Nunzia Cappitelli, cinquantuno anni, si giocherà sul tavolo dell’autopsia. Solo l’esame autoptico potrà sciogliere i dubbi che avvolgono le ultime ore di vita della donna trovata senza vita nel primo pomeriggio di venerdì, all’interno del suo appartamento affacciato su piazza Sant’Alfonso, nel quartiere Marianella, alla periferia nord di Napoli. Un caso che, nel giro di poche ore, si è trasformato in un rompicapo investigativo, complicato da un dettaglio inquietante: una ferita alla testa che gli inquirenti stanno cercando di interpretare.

A lanciare l’allarme è stato un giovane, accompagnato da un amico, che da tempo conosceva la donna. Preoccupato dal suo silenzio e dall’assenza di risposte ai ripetuti tentativi di contatto, ha raggiunto l’abitazione e ha scoperto il corpo. La porta non mostrava segni di effrazione, un elemento che apre molte ipotesi ma non ne esclude nessuna. L’arrivo della polizia e dei sanitari ha solo confermato ciò che era già evidente: per Nunzia non c’era più nulla da fare.

La Squadra Mobile sta passando al setaccio ciò che resta di quella scena, tentando di collocare ogni dettaglio in un quadro che al momento appare frammentato. L’attenzione degli investigatori si concentra in particolare su quella ferita individuata sulla testa della vittima. Gli esperti della scientifica stanno cercando di stabilire se si tratti di una lesione compatibile con una caduta accidentale, se possa essere stata provocata da un urto o se invece può suggerire l’intervento di una mano esterna.

Un tassello potenzialmente decisivo riguarda il passato recente della donna. Dagli atti è emerso che Nunzia aveva presentato due denunce per presunti episodi di stalking, indicando due persone che, secondo il suo racconto, avrebbero messo in atto comportamenti insistenti e ossessivi. Il primo è proprio il giovane che ha ritrovato il corpo, il secondo un uomo più adulto, con cui la donna avrebbe avuto contatti altrettanto problematici.

Gli investigatori stanno ora analizzando il contenuto delle denunce, ricostruendo i tempi, le modalità e la natura di quei comportamenti, per capire se possano essere in qualche modo collegati alla morte della donna. Nulla, al momento, viene escluso: le denunce potrebbero rivelarsi un elemento marginale oppure diventare la chiave che apre un percorso investigativo del tutto diverso.

Nelle prossime ore l’autopsia fornirà le prime risposte oggettive. Sarà l’esame medico-legale a dire se Nunzia Cappitelli sia morta per cause naturali, per un incidente domestico o per un atto violento. Solo allora la trama di questa vicenda potrà iniziare a trovare un ordine, nella speranza che la verità emerga da un quadro che, per ora, resta sospeso tra ipotesi e ombre.

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