3 Agosto 2026, lunedì
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Si finge la figlia su WhatsApp e raggira un’anziana: denunciato un quarantenne nel Pistoiese

Con la scusa di un telefono nuovo ha convinto un’83enne a inviargli mille euro su una Postepay. I carabinieri hanno ricostruito la truffa seguendo la traccia del denaro fino a Caserta. Aumentano i casi di raggiri digitali ai danni degli anziani.

Ha usato WhatsApp come strumento d’inganno, la voce virtuale di una figlia come maschera e la fiducia di un’anziana come bersaglio. Con un messaggio apparentemente innocuo, un quarantenne è riuscito a truffare una donna di 83 anni residente a San Marcello Piteglio, nel Pistoiese, convincendola a versargli mille euro per “aiutarla” ad acquistare un nuovo telefono. Quando l’anziana si è accorta dell’inganno, il denaro era già stato trasferito su una carta Postepay intestata al truffatore.

La vicenda, purtroppo sempre più frequente, si è conclusa con l’identificazione e la denuncia dell’uomo da parte dei carabinieri, che lo accusano di truffa aggravata. L’indagine è scattata dopo la denuncia della vittima, sconvolta dall’essersi fidata di chi credeva fosse la propria figlia. I militari della stazione di San Marcello Piteglio hanno seguito passo dopo passo la scia del denaro, individuando l’intestatario della carta prepagata e ricostruendo il percorso dei trasferimenti.

Determinante è stata la collaborazione con la sezione radiomobile della compagnia dei carabinieri di Caserta, dove il sospettato è stato rintracciato. Quando gli agenti lo hanno fermato, aveva ancora con sé la carta utilizzata per ricevere la ricarica. Il coordinamento tra i reparti dell’Arma di diverse regioni ha permesso di chiudere il cerchio in tempi brevi, a conferma di un’efficace sinergia investigativa.

In una nota, i carabinieri hanno voluto sottolineare “il costante impegno nel contrasto alle truffe, in particolare quelle rivolte alle persone anziane, più vulnerabili di fronte a questi raggiri digitali sempre più sofisticati”.

Il caso di San Marcello Piteglio non è isolato. Solo tra settembre e ottobre, i militari del comando provinciale di Pistoia hanno individuato dieci episodi analoghi, denunciando sette persone all’autorità giudiziaria. Dietro schemi sempre simili – un familiare che chiede aiuto, un messaggio urgente, una richiesta di denaro su carte ricaricabili – si nasconde una rete di truffatori che sfrutta la fiducia e l’emotività delle vittime.

Le forze dell’ordine rinnovano quindi l’appello alla prudenza. “Diffidate sempre di chi, anche via messaggio o telefono, chiede denaro o beni di valore – ricordano i carabinieri – anche se si presenta come un parente o un conoscente. Nessuna istituzione chiede ricariche di carte prepagate o ritira contanti a domicilio.”

Dietro queste parole si cela una raccomandazione semplice ma fondamentale: non lasciarsi travolgere dall’urgenza o dalla paura, verificare sempre e chiedere conferma. Perché nel tempo della comunicazione istantanea, anche un messaggio su WhatsApp può trasformarsi in un inganno ben orchestrato.

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