8 Luglio 2026, mercoledì
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Brianza, tenta di dare fuoco alla moglie dopo averla cosparsa di benzina: arrestato un 46enne

L’uomo, di origini romene, pedinava la donna con un Gps installato di nascosto sull’auto. Lei aveva già chiesto il divorzio e lo aveva denunciato a giugno. Le immagini della violenza riprese dalle telecamere di sorveglianza.

Il culmine di mesi di violenze, umiliazioni e minacce. In Brianza, a Seregno, un uomo di 46 anni è stato arrestato dai carabinieri dopo aver tentato di dare fuoco alla moglie, dalla quale si stava separando. La donna, che aveva già denunciato il marito a giugno e avviato le pratiche di divorzio, è riuscita a salvarsi solo grazie alla prontezza con cui si è rifugiata nella propria auto, subito dopo essere stata cosparsa di benzina.

Secondo la ricostruzione dei militari, il 5 novembre scorso l’uomo – in stato di alterazione alcolica – ha atteso che la moglie uscisse dal lavoro, si è avvicinato alla sua vettura e l’ha immobilizzata, minacciandola. Poi le ha gettato addosso della benzina, cercando di incendiarla. La donna, terrorizzata, è riuscita a chiudersi nell’abitacolo e a chiamare i soccorsi. Le immagini di quella scena, riprese dalle telecamere di videosorveglianza, hanno confermato la ricostruzione dei fatti e il livello di violenza dell’aggressione.

L’uomo, dopo la fuga, si è presentato spontaneamente in una caserma dei carabinieri, portando con sé un accendino, due bottiglie contenenti liquido infiammabile e la scatola di un sistema di localizzazione Gps. Ha ammesso di aver fatto installare il dispositivo sull’auto della moglie per controllarne gli spostamenti, una dimostrazione ulteriore della sua ossessione e del desiderio di esercitare un dominio totale sulla donna.

Le indagini hanno fatto emergere un quadro di violenze ripetute, fisiche e psicologiche, che si protraevano da mesi. L’uomo, spesso alterato dall’alcol, aggrediva la moglie anche davanti ai figli, costringendola a vivere in un clima costante di paura e sottomissione. Le testimonianze dei familiari e il referto del Pronto Soccorso di Desio hanno confermato la gravità delle lesioni e il carattere sistematico delle violenze.

Il giudice per le indagini preliminari, nell’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere, parla di “condotte prevaricatrici e violente divenute ormai insostenibili” e sottolinea come l’uomo abbia “messo in pericolo l’incolumità della vittima con un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze molto più pesanti”. L’unico ostacolo a una tragedia è stata la lucidità della donna, che ha avuto la prontezza di chiudersi in auto e chiamare aiuto.

Nonostante il quadro probatorio chiaro e la confessione dell’arrestato, l’uomo ha tentato di ribaltare la narrazione, presentando a sua volta una denuncia nei confronti della moglie, accusandola di non contribuire alle spese familiari e di trascurare la casa. Un tentativo che, secondo il gip, “rientra nella medesima dinamica di controllo e colpevolizzazione tipica di chi esercita violenza domestica”.

Nelle otto pagine del provvedimento giudiziario emerge con chiarezza la dimensione patologica della relazione: l’uomo provava “ossessione e morbosità” nei confronti della moglie, e il suo comportamento era mosso da un “bisogno costante di controllo e possesso”.

Il caso di Seregno, l’ennesimo in un contesto di recrudescenza della violenza di genere, riporta con forza al centro del dibattito pubblico la necessità di protezione effettiva per le vittime e di interventi tempestivi prima che la spirale di maltrattamenti si trasformi in tragedia. La donna oggi è al sicuro, ma il suo racconto, insieme alle prove raccolte dai carabinieri, restituisce l’immagine di una vita quotidiana segnata dalla paura, dalla coercizione e dal tentativo disperato di sopravvivere a chi diceva di amarla.

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