16 Agosto 2026, domenica
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Mutui casa, i tassi continuano a salire: a settembre il Taeg tocca il 3,71%

I dati di Bankitalia confermano la tendenza al rialzo del costo del credito. In lieve crescita anche i prestiti alle imprese, mentre i rendimenti dei depositi restano fermi.

La corsa dei tassi sui mutui non si arresta. Settembre segna un nuovo aumento del costo dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni, proseguendo una tendenza ormai consolidata da mesi. Secondo i dati diffusi da Bankitalia, il Tasso annuo effettivo globale (Taeg) applicato ai nuovi mutui casa si è attestato al 3,71%, in crescita rispetto al 3,67% di agosto e al 3,61% registrato a luglio.

Un incremento lieve ma costante, che riflette il clima di prudenza e di tensione sui mercati creditizi, ancora influenzati dalle politiche monetarie restrittive e dal costo elevato del denaro. Per le famiglie che intendono acquistare un’abitazione, la prospettiva resta dunque quella di condizioni meno favorevoli rispetto agli anni scorsi, quando i tassi avevano toccato minimi storici.

Il quadro delineato da Bankitalia non riguarda solo i mutui, ma anche il credito al consumo, dove il costo del denaro si mantiene su livelli elevati. A settembre, il Taeg medio sui nuovi prestiti destinati ai consumi è stato del 10,24%, leggermente inferiore al 10,29% di agosto, ma comunque su valori che confermano un mercato ancora costoso per chi chiede finanziamenti personali.

Sul fronte delle imprese, la situazione appare più stabile. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie si attestano al 3,38%, appena sotto il 3,39% del mese precedente, segnalando un leggero allentamento dopo mesi di pressioni al rialzo. Tuttavia, il credito resta selettivo, con condizioni che variano in base alla solidità dei bilanci e alla capacità di investimento delle aziende.

Più statico, invece, il panorama dei depositi bancari. I tassi passivi sul complesso delle giacenze restano fermi allo 0,63%, un livello che conferma la lentezza del sistema bancario nel trasferire ai risparmiatori i benefici dei rialzi dei tassi ufficiali della Banca centrale europea.

In sintesi, i dati di settembre mostrano un quadro in chiaroscuro: da un lato, famiglie e imprese continuano a scontare il peso di un credito più caro; dall’altro, i risparmiatori non vedono ancora un reale adeguamento dei rendimenti sui depositi. Un equilibrio fragile, che riflette la complessità della fase economica attuale e la necessità, per le banche, di bilanciare redditività e sostegno all’economia reale.

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