2 Ottobre 2026, venerdì
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Piemonte a Osaka: missione da un milione e mezzo tra tartufi, vini d’Alta Langa e cioccolatini Venchi

Una settimana di eventi in Giappone per l’Expo 2025 costa alla Regione Piemonte oltre 1,3 milioni di euro, in gran parte coperti da fondi di sviluppo e coesione. Il Fatto Quotidiano ricostruisce nel dettaglio la spesa: due chili di tartufo bianco d’Alba, fino a 140 bottiglie di vino, serate di gala, cocktail e musica dal vivo.

Un milione e mezzo di euro per sette giorni in Giappone. È quanto emerge da un’inchiesta pubblicata dal Fatto Quotidiano sulla missione istituzionale del Piemonte all’Expo di Osaka, svoltasi tra fine settembre e inizio ottobre. Una trasferta ufficiale, guidata dal presidente Alberto Cirio, concepita per promuovere le eccellenze del territorio ma rivelatasi anche un’operazione di rappresentanza dal sapore decisamente esclusivo, tra vini pregiati, tartufi d’Alba e cioccolatini Venchi.

Un viaggio da 1,5 milioni di euro

Secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano, la Regione ha impegnato complessivamente quasi un milione e mezzo di euro, di cui poco meno di un milione provenienti dai Fondi di Sviluppo e Coesione: risorse pubbliche pensate per ridurre gli squilibri economici e sociali, ma utilizzate in questo caso per finanziare la partecipazione all’esposizione giapponese.

Nel dettaglio, circa 460 mila euro sono stati versati come quota di partecipazione al Commissariato generale per l’Expo – guidato da Mario Vattani – mentre 1,2 milioni sono stati affidati alla società in house CeiPiemonte, incaricata di organizzare e gestire l’intera missione: allestimenti, eventi, logistica, ospitalità e comunicazione.

La Regione, contattata dal Fatto Quotidiano, ha precisato che la spesa effettivamente sostenuta sarebbe inferiore al tetto previsto, pari a 743.230 euro, ai quali si aggiungono 99 mila euro per la progettazione e 460 mila per la quota commissariale. Totale finale: circa 1,3 milioni di euro.

La cena di gala e le eccellenze piemontesi

Il cuore della missione è la serata di gala del 3 ottobre, organizzata da CeiPiemonte per un totale di 123 mila euro oltre Iva. L’evento, si legge nei documenti, aveva l’obiettivo di “valorizzare la presenza piemontese all’Expo” attraverso una cena di rappresentanza per circa ottanta ospiti e una ventina di giornalisti invitati per la degustazione dei vini Alta Langa.

Il programma comprende 34 mila euro per la location e la gestione degli inviti, 20 mila per i servizi di interpretariato, 12 mila per un “seminario sulla seta” e 8 mila per l’ingaggio dello chef. Non mancano le forniture di eccellenze gastronomiche: oltre 20 mila euro per vini e tartufi piemontesi, con la richiesta di un “quantitativo minimo di 100 bottiglie e fino a un massimo di 140” per la cena, a cui si aggiungono altre venti bottiglie per la degustazione.

Il tutto accompagnato da due chili di tartufo bianco d’Alba e da una fornitura di cioccolatini Venchi per 1.500 euro (Iva esclusa), destinata a circa cento ospiti, tra interpreti e staff. Un banchetto sontuoso, che più di ogni altra voce di spesa racconta la filosofia della missione: promuovere l’immagine del Piemonte nel mondo, ma senza rinunciare al lusso.

Tra cocktail, musica e allestimenti

Accanto alla cena di gala, spiccano altre spese di rappresentanza: 10.260 euro per i “networking cocktail”, affidati a Eataly, e 23 mila euro per eventi musicali. A queste si aggiungono i 55 mila euro per il noleggio di dotazioni tecnologiche e 133 mila per la progettazione e l’allestimento degli spazi espositivi. Una macchina complessa e costosa, pensata per garantire al Piemonte una presenza di primo piano all’interno del padiglione italiano dell’Expo.

Una missione “di sistema”

La Regione difende la missione definendola “una missione di sistema”, che ha coinvolto non solo la giunta ma anche Poli di innovazione, Unioncamere, Confindustria, il Politecnico di Torino e diversi enti museali. L’obiettivo, spiegano da Torino, era rafforzare le relazioni economiche, accademiche, culturali e turistiche con il Giappone.

E i risultati, secondo la Regione, non sarebbero mancati: tra gli esempi citati, l’annuncio dell’azienda giapponese Procos di un investimento da 150 milioni di euro nel Novarese.

La delegazione istituzionale

In Giappone hanno viaggiato, oltre al presidente Cirio, la vicepresidente Elena Chiorino e gli assessori Paolo Bongioanni, Marina Chiarelli e Andrea Tronzano, ciascuno impegnato – secondo la Regione – in incontri coerenti con le proprie deleghe. Dal Consiglio regionale è partito anche il leghista Fabio Carosso, immortalato sui social durante una degustazione, mentre la città di Torino ha partecipato con il sindaco Stefano Lo Russo. CeiPiemonte, intanto, ha gestito l’acquisto di 200 biglietti d’ingresso individuali per gli eventi e le visite.

Tra promozione e polemiche

La missione piemontese a Osaka, raccontata nel dettaglio dal Fatto Quotidiano, si presenta come una grande operazione di promozione territoriale, ma anche come un esempio di spesa pubblica che fa discutere. I fondi destinati alla coesione territoriale sono serviti a finanziare serate di gala, vini d’eccellenza e tartufi pregiati.

L’immagine del Piemonte all’estero ne è uscita certamente rafforzata, ma resta la domanda di fondo: fino a che punto è opportuno utilizzare risorse pensate per ridurre le disuguaglianze economiche in iniziative di rappresentanza?
Una domanda che, tra brindisi e tartufi, continua a risuonare anche a migliaia di chilometri da Osaka.

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