Un nuovo duro colpo all’Ucraina arriva dal cielo. Nelle prime ore di questa mattina, vasti blackout hanno lasciato senza elettricità milioni di persone nelle regioni di Zaporizhia, Dnipropetrovsk e Odessa. I raid missilistici russi, diretti contro le infrastrutture energetiche del Paese, hanno provocato gravi danni alla rete di distribuzione, costringendo le autorità ucraine a disporre interruzioni programmate dell’energia nel corso della giornata.
A comunicarlo è stata Ukrenergo, la compagnia nazionale per la gestione del sistema elettrico, che in una nota ha confermato l’estensione dei disservizi e la natura mirata degli attacchi. “Gli operatori del settore energetico stanno facendo tutto il possibile per riparare i danni e ripristinare l’elettricità a tutti i consumatori nel più breve tempo possibile”, ha dichiarato l’ufficio stampa dell’azienda.
Secondo le prime informazioni, i bombardamenti russi hanno colpito nodi strategici del sistema energetico, nel tentativo di mettere sotto pressione la popolazione e indebolire le capacità industriali e logistiche ucraine all’avvicinarsi dell’inverno. Odessa, importante porto sul Mar Nero, risulta particolarmente colpita, mentre a Zaporizhia – già duramente provata dal conflitto e dalla vicinanza alla centrale nucleare – si segnalano interruzioni diffuse e difficoltà nei collegamenti.
A Dnipropetrovsk, cuore industriale dell’est del Paese, le autorità locali invitano i cittadini a limitare i consumi e a mantenere la calma. Squadre di tecnici sono al lavoro da ore per riparare le linee danneggiate e riallacciare la fornitura dove possibile.
Quello di oggi è solo l’ultimo episodio di una campagna di bombardamenti che da settimane colpisce in modo sistematico le infrastrutture civili ucraine, in particolare centrali elettriche, impianti di trasformazione e depositi di carburante. Una strategia, denunciano da Kiev, volta a piegare la resistenza del Paese non solo sul campo di battaglia, ma anche nella vita quotidiana dei cittadini, minacciando la stabilità energetica alla soglia dei mesi più freddi.
Mentre i generatori di emergenza tornano a ronzare in molte città e le autorità locali diffondono aggiornamenti costanti, la popolazione si prepara ad affrontare un’altra giornata difficile, segnata dall’incertezza e dal buio. In Ucraina, ancora una volta, l’energia è diventata un fronte di guerra.
