3 Luglio 2026, venerdì
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Mosca stringe la morsa: dieci arresti per presunta collaborazione con Kiev, mentre l’Ucraina combatte al buio

Arresti tra russi e stranieri accusati di legami con i servizi segreti ucraini. Nella regione di Zaporizhzhia colpita una base russa. L’Ucraina tenta di rialzarsi dopo nuovi bombardamenti che hanno azzerato la produzione elettrica nazionale.

MOSCA – Una decina di persone, tra cittadini russi e stranieri, sono finite in manette in Russia con l’accusa di aver collaborato con i Servizi di Sicurezza dell’Ucraina (Sbu) nell’ambito di un presunto progetto terroristico. La notizia, diffusa dall’agenzia russa Ria Novosti e confermata da una fonte vicina alle indagini, riaccende i riflettori sull’ombra della guerra ibrida che da mesi si combatte anche lontano dal fronte.

«Quasi dieci persone, tra cui diversi cittadini stranieri, sono state arrestate con l’accusa di partecipazione a un’organizzazione terroristica attraverso la cooperazione con l’Sbu», ha riferito la fonte, precisando che nel fascicolo d’indagine figurano anche “diversi individui non identificati”. Uno dei principali sospettati, secondo gli inquirenti, sarebbe uno straniero ritenuto in contatto diretto con i servizi ucraini.

I fermati si trovano ora in custodia cautelare a Mosca, in diversi centri di detenzione preventiva, tra cui quello di Lefortovo, tristemente noto per ospitare casi considerati di particolare rilevanza per la sicurezza dello Stato. Le autorità non hanno diffuso i nomi degli arrestati né dettagli sulle accuse specifiche, ma l’operazione si inserisce nel clima di crescente tensione interna legato al conflitto in Ucraina e al timore di infiltrazioni o sabotaggi in territorio russo.

Zaporizhzhia, la guerra sotterranea dei partigiani

Intanto, a centinaia di chilometri di distanza, sul fronte meridionale, la guerra continua a consumarsi in silenzio e sotto traccia. Secondo quanto riferito dall’agenzia ucraina Ukrinform, una base russa nel villaggio occupato di Mikhailivka, nella regione di Zaporizhzhia, sarebbe stata colpita nelle ultime ore.

A dare la notizia è stato Petro Andriushchenko, capo del Centro per lo studio dell’occupazione, che su Telegram ha parlato di un “attacco riuscito” contro una struttura militare delle forze russe. “Mikhailivka, regione di Zaporizhzhia (occupata). La base degli occupanti è stata colpita”, ha scritto Andriushchenko, aggiungendo che, in un’azione parallela, “i partigiani hanno disattivato una torre di comunicazione a Kursk”, nel territorio russo.

Se confermata, l’operazione rappresenterebbe un nuovo segnale della crescente attività della resistenza ucraina nei territori occupati, capace di colpire obiettivi logistici e di comunicazione strategici per l’esercito russo.

Energia al collasso: Kiev e il Paese al buio

Sul fronte interno, l’Ucraina vive ore drammatiche. Dopo una nuova ondata di attacchi missilistici e con droni russi contro infrastrutture energetiche, la capacità di produzione elettrica del Paese è crollata “a zero”. A comunicarlo è stata la società statale Centerenergo, mentre il ministero dell’Energia ha parlato di una situazione “critica ma sotto controllo”.

Nel corso della notte, Mosca avrebbe lanciato centinaia di droni kamikaze contro impianti di generazione e distribuzione in diverse regioni. Il risultato è stato un blackout diffuso: elettricità, riscaldamento e acqua interrotti in molte città, con la popolazione costretta a fare i conti con temperature invernali e servizi essenziali paralizzati.

Il gestore nazionale Ukrenergo ha avvertito che in gran parte del Paese l’energia elettrica potrebbe mancare dalle otto alle sedici ore al giorno. Le riparazioni proseguono senza sosta e l’approvvigionamento viene deviato dove possibile, ma la rete è fragile, i danni enormi.

A Kiev e nelle regioni di Dnipropetrovsk, Donetsk, Kharkiv, Poltava, Chernigiv e Sumy le interruzioni restano frequenti. “La situazione tende a stabilizzarsi, ma i rischi rimangono elevati”, ha dichiarato il ministro dell’Energia ucraino, ricordando che il sistema elettrico del Paese “funziona al limite della sopravvivenza”.

Un conflitto senza tregua

Gli arresti in Russia e gli attacchi incrociati tra fronti mostrano come la guerra, a quasi tre anni dall’invasione, sia ormai diventata una partita di resistenza e logoramento, combattuta tanto nelle trincee quanto nelle città, nelle centrali elettriche e nei canali di informazione.

Mosca rivendica di difendersi da un nemico interno e da operazioni di sabotaggio orchestrate da Kiev; l’Ucraina denuncia una strategia del terrore energetico volta a piegare la popolazione civile. In mezzo, un Paese che cerca di restare acceso, e un conflitto che, ancora una volta, dimostra di non conoscere confini.

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