Julia Wendelt, 24 anni, ha costruito per mesi una fitta rete di menzogne, sostenendo di essere Madeleine McCann, la bambina britannica svanita nel nulla nel 2007 durante una vacanza in Portogallo. Ora, la giovane polacca è stata riconosciuta colpevole di stalking ai danni dei genitori della piccola, Kate e Gerry McCann, vittime di un nuovo e doloroso capitolo di una vicenda che da diciotto anni non smette di scuotere l’opinione pubblica internazionale.
La sentenza è arrivata dopo un mese di processo davanti alla Leicester Crown Court, nel cuore dell’Inghilterra. I giudici hanno ritenuto provate le accuse di persecuzione e molestie psicologiche nei confronti dei McCann, bersagliati per lungo tempo dai messaggi, dai post e dai video diffusi online da Wendelt. La donna aveva alimentato l’illusione di essere proprio la bambina scomparsa, pubblicando sui social fotografie ritoccate per accentuare la presunta somiglianza e sostenendo di riconoscersi nei tratti del volto di Maddie e nei segni fisici descritti all’epoca delle indagini.
Secondo la ricostruzione emersa in aula, Wendelt aveva contattato ripetutamente i genitori della bambina e diverse testate giornalistiche, chiedendo di essere sottoposta a un test del DNA per “dimostrare la verità”. La sua campagna social aveva rapidamente guadagnato visibilità, suscitando curiosità e speranze infondate in migliaia di utenti. Ma dietro quella che inizialmente sembrava una vicenda bizzarra si nascondeva una forma di persecuzione ossessiva, che ha finito per infliggere nuove sofferenze a una famiglia già segnata da una delle più note tragedie irrisolte degli ultimi decenni.
Gli inquirenti britannici hanno definito le azioni della donna «crudeli e destabilizzanti», sottolineando come la sua condotta abbia provocato un grave stress emotivo nei McCann. Le perizie psichiatriche disposte dal tribunale hanno delineato il profilo di una persona fragile, ossessionata dal caso e incapace di distinguere la realtà dalla fantasia, ma comunque pienamente responsabile delle proprie azioni.
La vicenda di Madeleine McCann resta uno dei più grandi misteri della cronaca contemporanea. Scomparsa il 3 maggio 2007 da un resort di Praia da Luz, in Algarve, mentre i genitori cenavano in un ristorante poco distante, la bambina — che oggi avrebbe ventidue anni — non è mai stata ritrovata, nonostante indagini internazionali, ricerche estese e numerose piste seguite negli anni da Scotland Yard e dalla polizia portoghese.
Per Kate e Gerry McCann, la condanna di Wendelt non restituisce certo la pace, ma pone fine a una delle derive più assurde e crudeli scaturite dal dolore per la scomparsa della figlia. Un dolore che, da oltre diciotto anni, continua a riemergere ogni volta che qualcuno tenta di speculare su una storia che è già, di per sé, una ferita ancora aperta nella memoria collettiva.
