4 Ottobre 2026, domenica
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Landini rilancia la sfida sulla Manovra: “Un prelievo dell’1% sui grandi patrimoni per restituire dignità al lavoro”

Il leader della Cgil accusa il governo di varare una legge di bilancio “ingiusta e sbagliata”, chiede aumenti salariali, investimenti nella sanità pubblica e rinnovi contrattuali veri. Il 12 dicembre la mobilitazione nazionale per cambiare la Manovra.

Maurizio Landini sceglie toni netti e una proposta precisa per sintetizzare la posizione della Cgil di fronte alla nuova Manovra del governo: “Prelevare l’1% a chi possiede più di due milioni di euro”. Una misura, spiega, che “riguarderebbe circa 500mila persone e permetterebbe di recuperare 26 miliardi di euro da destinare a sanità, scuola, assunzioni e aumenti salariali”. Un gesto di “solidarietà fiscale” – come lo definisce il segretario – per riequilibrare un sistema che, a suo giudizio, “premia i più ricchi e penalizza chi lavora”.

Il leader della Cgil parla al termine dell’assemblea dei delegati riuniti a Firenze, nel contesto dell’iniziativa “Democrazia al lavoro”. Ed è qui che annuncia la mobilitazione del 12 dicembre, giornata in cui il sindacato chiama il Paese in piazza “per cambiare una logica ingiusta e ormai insopportabile”.
“Riteniamo che questa sia una Manovra sbagliata – scandisce Landini –. Non risponde all’emergenza fondamentale del momento, che è l’emergenza salari. C’è bisogno di aumentare i redditi di chi lavora, e questa legge di bilancio non lo fa. Per questo chiediamo a tutte le persone di essere con noi in piazza il 12 dicembre, in tutte le città d’Italia, per far sentire la voce della maggioranza che tiene in piedi il Paese con il proprio lavoro e chiede di essere ascoltata”.

“Servono risorse vere per i contratti pubblici”

Tra i punti centrali del suo intervento, Landini torna sul rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, uno dei nodi più sensibili di questa stagione sindacale. “Chiediamo risorse aggiuntive – afferma – perché il rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti sia serio e non una mancia. Vogliamo una detassazione che riguardi tutti i lavoratori, pubblici e privati, senza tetti di reddito. E chiediamo che venga restituito il fiscal drag, perché lavoratori e pensionati, solo negli ultimi tre anni, hanno pagato 25 miliardi di tasse in più a causa dell’inflazione e dell’assenza di rivalutazioni automatiche”.

“Sanità pubblica e scuola allo stremo”

L’altra emergenza, sottolinea Landini, riguarda la sanità e i servizi pubblici essenziali. “Ci sono sei milioni di persone che non riescono a curarsi – denuncia – e le liste d’attesa non finiscono più. Nella sanità pubblica la situazione è drammatica: medici e infermieri costretti a turni massacranti, strutture in affanno, territori lasciati scoperti. Bisogna investire subito, non solo per chi si cura, ma anche per chi lavora. E bisogna farlo anche nella scuola, nell’istruzione e nei servizi sociali, a partire dalla legge sulla non autosufficienza”.

Il contributo dell’1% e la sfida alla disuguaglianza

La proposta del sindacato è chiara: un contributo straordinario dell’1% sui grandi patrimoni, destinato a finanziare le politiche pubbliche e il sostegno ai redditi medio-bassi. “Parliamo dell’1% più ricco del Paese, circa 500mila cittadini – spiega Landini –. Un contributo minimo per chi possiede più di due milioni di euro, ma che garantirebbe risorse per 26 miliardi. Sarebbe un segnale concreto di giustizia sociale e di solidarietà in un momento in cui le disuguaglianze crescono, mentre i salari restano fermi”.

Lo sciopero del 12 dicembre

La giornata di mobilitazione nazionale, già fissata per il 12 dicembre, sarà accompagnata da manifestazioni in tutte le regioni italiane. Le modalità saranno definite nei prossimi giorni dalle strutture territoriali della Cgil, ma l’obiettivo politico è già chiaro: richiamare l’attenzione sulle misure economiche contenute nella legge di bilancio e chiedere una svolta nelle politiche per il lavoro, i salari e il welfare.
“Vogliamo cambiare la Manovra – ribadisce Landini – e costruire un fronte sociale largo, capace di dire che un altro modello di sviluppo è possibile”.

“Una legge che alimenta le disuguaglianze”

A fare eco alle parole del segretario è Fulvio Fammoni, intervenuto all’assemblea nazionale dei delegati al Mandela Forum. “Non lo diciamo solo noi – osserva –: prima o poi la verità viene a galla. Questa legge di bilancio premia i più ricchi e non i più poveri, incentiva le disuguaglianze, prevede una crescita quasi zero e non stanzia un euro per investimenti pubblici. Lo hanno detto anche la Banca d’Italia e l’Istat nelle loro audizioni parlamentari”.

Il tono è quello di una sfida politica e sociale insieme. La Cgil punta a costruire un consenso largo attorno alla richiesta di un cambio di rotta, con la convinzione che la Manovra, così com’è, non risponda ai bisogni reali del Paese. E Landini, dal palco di Firenze, affida il suo messaggio a una piazza che vuole tornare protagonista: “Non chiediamo privilegi, chiediamo giustizia. Perché chi lavora tiene in piedi l’Italia, e merita di essere finalmente al centro delle scelte del Paese”.

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