5 Ottobre 2026, lunedì
HomeItaliaPoliticaDl Sicurezza, Mori (PD): “Salvini trasforma la fragilità delle donne in un...

Dl Sicurezza, Mori (PD): “Salvini trasforma la fragilità delle donne in un trofeo da propaganda”

La portavoce delle Donne Democratiche attacca il leader leghista dopo il tweet sull’arresto di una borseggiatrice incinta a Venezia: “La giustizia non può diventare spettacolo dell’odio sociale. La sicurezza non è punire, ma prevenire e ricostruire”.

Roberta Mori, portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche del Partito Democratico, interviene con parole nette nel dibattito sul nuovo Decreto Sicurezza e sulla recente uscita social di Matteo Salvini, che ha commentato l’arresto a Venezia di una donna incinta accusata di borseggi.

“Chi commette un reato ne deve rispondere, senza ambiguità – afferma Mori – ma trasformare la detenzione di una donna incinta in un trofeo da esibire sui social è qualcosa che scivola pericolosamente dall’idea di giustizia allo spettacolo dell’odio sociale”. Un richiamo diretto al tono trionfalistico usato dal leader della Lega, che, secondo Mori, avrebbe utilizzato un episodio di cronaca per rafforzare una narrazione punitiva e divisiva.

La dirigente democratica allarga poi la riflessione al quadro più generale del cosiddetto “Decreto Sicurezza Meloni–Salvini”, definendolo “l’ennesimo tassello di una visione panpenalista che usa i corpi e le vite delle donne, in particolare quelle più fragili, più povere, spesso migranti, come terreno di propaganda”.

Secondo Mori, il provvedimento smonta tutele che la tradizione giuridica italiana aveva riconosciuto come intangibili, “riportando in carcere donne incinte e madri con bambini piccoli”. Una scelta che, denuncia, contraddice “il principio costituzionale della pena orientata alla rieducazione” e ignora “l’interesse superiore dei minori, richiamato dal diritto internazionale”.

Il discorso della portavoce delle Donne Democratiche si trasforma così in una critica profonda alla concezione di sicurezza promossa dal governo: “Per noi sicurezza non è usare una donna incinta come bersaglio simbolico, né alimentare il rancore sociale contro chi è già ai margini. Sicurezza è prevenzione, è lotta alle disuguaglianze, è giustizia che non umilia ma ricostruisce legami e responsabilità”.

Mori conclude con un appello alla politica: “Ha il dovere di abbassare i toni del conflitto sociale, non di usare le donne e la maternità come terreno di scontro ideologico e di propaganda punitiva”.

In un Paese dove la tensione sociale si intreccia sempre più con la comunicazione politica, le parole di Roberta Mori riportano il dibattito sulla giustizia e la sicurezza a una questione di civiltà giuridica e di rispetto dei diritti fondamentali. Una voce che invita a guardare oltre la logica del consenso immediato, per restituire al diritto e alla politica la misura della dignità umana.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti