Un boato ha squarciato la mattinata di lunedì 3 novembre nel cuore antico di Roma. Erano da poco passate le undici quando una sezione della Torre dei Conti, imponente vestigia del Medioevo che domina Largo Corrado Ricci, tra il Colosseo e via dei Fori Imperiali, è crollata all’improvviso mentre erano in corso lavori di restauro e consolidamento.
Cinque operai sono rimasti coinvolti. Uno, di 64 anni, è stato colpito da un grave trauma cranico e trasportato in codice rosso all’ospedale San Giovanni. Altri tre sono stati estratti dalle macerie dai vigili del fuoco, intervenuti con autoscale e unità specializzate, mentre un quinto lavoratore è stato recuperato dopo ore di scavi e verifiche: era cosciente ma sotto shock. L’intera zona è stata immediatamente chiusa al traffico pedonale e veicolare, in un’operazione di soccorso che ha paralizzato il centro storico per buona parte della giornata.
Il crollo in pieno centro storico
Secondo una prima ricostruzione, l’incidente si sarebbe verificato intorno alle 11:20. Mentre gli operai stavano operando sul ponteggio, una porzione della muratura antica si sarebbe improvvisamente staccata, travolgendo le impalcature e provocando il collasso parziale della struttura. Un fragore secco, seguito da una densa nube di polvere, ha invaso Largo Corrado Ricci.
Numerosi passanti hanno assistito alla scena e dato l’allarme. In pochi minuti sono arrivate sul posto tre squadre operative dei vigili del fuoco, i mezzi del 118 e le pattuglie della polizia locale di Roma Capitale. Le operazioni di soccorso sono state complesse e delicate: il rischio di ulteriori cedimenti ha reso necessario agire con la massima cautela, mentre il personale tecnico cercava di valutare la stabilità residua della torre.
Anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, si è recato sul luogo dell’incidente per verificare di persona la situazione e ricevere aggiornamenti sull’andamento dei soccorsi.
La corsa contro il tempo per salvare gli operai
L’intervento dei vigili del fuoco si è protratto per ore, in una difficile corsa contro il tempo. Uno degli operai è stato recuperato in condizioni gravi e trasferito d’urgenza in ospedale; altri due, feriti più lievemente, hanno rifiutato il trasporto dopo le prime cure sul posto. Le squadre di soccorso hanno poi completato la bonifica dell’area, rimuovendo le impalcature instabili e delimitando la zona del crollo.
“L’area è stata messa in sicurezza immediatamente – hanno fatto sapere dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Roma – e sono in corso le verifiche per accertare la stabilità della parte restante della torre”.
L’intervento rapido ha scongiurato una possibile tragedia più ampia: l’area dei Fori Imperiali, normalmente affollata di turisti e passanti, a quell’ora era già in parte isolata per i lavori, riducendo il rischio di vittime tra i civili.
Zona interdetta e indagini in corso
L’intero quadrante tra via Cavour, Largo Corrado Ricci e via dei Fori Imperiali è stato interdetto. Le pattuglie della polizia locale hanno deviato il traffico e istituito un ampio perimetro di sicurezza. I tecnici del Comune e della Sovrintendenza Capitolina hanno iniziato subito i rilievi strutturali per valutare le condizioni statiche della torre e delle impalcature.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine per accertare le cause del cedimento: tra le ipotesi al vaglio, il distacco di una parte deteriorata della muratura o un guasto nel sistema di ancoraggio dei ponteggi. Gli inquirenti hanno posto sotto sequestro l’intero cantiere, che resterà chiuso fino al completamento delle verifiche.
Gli esperti della Sovrintendenza hanno inoltre disposto ulteriori analisi per stabilire se il crollo abbia compromesso la stabilità generale della torre, già sottoposta a vincolo monumentale.
Un simbolo del Medioevo romano
Eretta nel XIII secolo per volontà di Riccardo Conti, nipote di Papa Innocenzo III, la Torre dei Conti è una delle testimonianze più significative della Roma medievale. In origine alta oltre cinquanta metri, la torre dominava l’antico asse viario che univa il Foro di Nerva al Colosseo, guadagnandosi il soprannome di “Torre Maggiore”.
Nel corso dei secoli, però, la struttura ha subito i danni di diversi terremoti e modifiche urbanistiche. Oggi la torre misura circa ventinove metri e rappresenta un raro esempio di architettura fortificata sopravvissuta nel cuore archeologico della città.
Dal 2006, dopo lo sgombero degli uffici che ospitava, la Torre dei Conti era rimasta inutilizzata e in stato di degrado. Proprio per questo, il progetto di restauro avviato nel 2022 rappresentava un intervento atteso da tempo, con l’obiettivo di restituire il monumento alla città e al pubblico.
Un restauro finanziato dal Pnrr
L’intervento di recupero della Torre dei Conti, inserito nel piano di valorizzazione del patrimonio storico e archeologico di Roma, è finanziato con 6,9 milioni di euro provenienti dai fondi del Pnrr. Il progetto, curato dalla Sovrintendenza Capitolina, prevede lavori di restauro, messa in sicurezza e consolidamento strutturale, oltre alla riqualificazione dell’area ipogea.
La durata dei lavori, avviati il 1° giugno 2022, era prevista fino al 30 giugno 2026. Obiettivo finale: trasformare la torre in una sede museale e centro servizi dell’Area Archeologica Centrale, dedicato alle fasi più recenti dei Fori Imperiali.
Ora, dopo l’incidente, il cantiere resta fermo in attesa degli esiti delle verifiche tecniche e giudiziarie. La Sovrintendenza ha annunciato un piano straordinario di controllo per accertare l’entità dei danni e garantire la sicurezza del monumento e dell’area circostante.
Un ferito grave e una ferita aperta nella città
Il bilancio del crollo è pesante, ma poteva essere tragico. Un operaio lotta in ospedale, mentre Roma guarda con sgomento a quella che doveva essere un’operazione di tutela del proprio patrimonio e si è trasformata in un nuovo monito sulla fragilità delle sue pietre.
Nel cuore dell’Urbe, dove ogni muro racconta secoli di storia, la Torre dei Conti torna a ricordare quanto sottile possa essere il confine tra la conservazione della memoria e il rischio di perderla.
