7 Ottobre 2026, mercoledì
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Orban tessera un asse anti-Ucraina con Bratislava e Praga, Bruxelles ribadisce l’unità sulle sanzioni

Il premier ungherese Viktor Orban prepara un fronte central-europeo scettico nei confronti di Kiev, mentre l’Unione Europea conferma il sostegno a Kiev e l’unanimità nelle sanzioni contro Mosca. In Italia, l’incontro con Salvini segna la prosecuzione del dialogo tra Roma e Budapest su geopolitica e infrastrutture.

Budapest sta consolidando un’alleanza con Bratislava e Praga, in quello che alcuni analisti definiscono un asse central-europeo sempre più scettico nei confronti di Kiev. L’attenzione internazionale si concentra in particolare sulla Repubblica Ceca, dove il nazionalista Andrej Babis ha recentemente vinto le elezioni, aprendo la strada a una cooperazione con l’Ungheria guidata da Viktor Orban. Balázs Orban, consigliere politico del premier magiaro, ha dichiarato in un’intervista a Politico: «Penso che succederà, e sarà sempre più evidente», confermando l’intenzione di rafforzare questo fronte regionale.

In un’intervista rilanciata anche dall’account ufficiale del primo ministro ungherese, Viktor Orban ha sottolineato la convergenza di interessi con il premier slovacco Robert Fico e il futuro primo ministro ceco. «Nell’Europa centrale, il fronte pacifista sta crescendo. Con l’aggravarsi delle difficoltà economiche, sempre più nazioni si renderanno conto che la pace è l’unica strada», ha affermato, suggerendo una possibile divergenza rispetto alla linea ufficiale di sostegno all’Ucraina.

Bruxelles, però, risponde con fermezza. La portavoce dell’esecutivo Ue, Anitta Hipper, ha ricordato che «il sostegno all’Ucraina è cruciale. Tutti i nostri sforzi si concentrano su questo. Come prova, abbiamo appena adottato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Le decisioni sulle sanzioni, come sempre, sono prese all’unanimità, e l’Ungheria ne ha fatto parte». Hipper ha inoltre osservato come la visita del ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto a Minsk «non invii un buon segnale». La portavoce ha ribadito l’importanza dell’unità di fronte a attori che conducono minacce ibride o attacchi contro l’Ucraina e il vicinato europeo, citando la chiusura della frontiera lituana dopo le violazioni dello spazio aereo nazionale da parte di palloni aerostatici partiti dalla Bielorussia.

Sul fronte italiano, l’agenda diplomatica si è arricchita di un incontro tra Matteo Salvini e Viktor Orban presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il colloquio, durato circa un’ora, è stato definito «affettuoso» dallo staff del vicepremier e leader della Lega. I due leader hanno discusso della situazione internazionale, con particolare attenzione a infrastrutture e equilibri geopolitici, oltre a temi quali pace, green deal e politiche europee. Particolare attenzione è stata riservata al contrasto all’immigrazione clandestina, settore in cui Salvini e Orban hanno ribadito «massima sintonia».

Un momento simbolico dell’incontro è stato la visita davanti al plastico del Ponte sullo Stretto, collocato all’ingresso del Ministero, un’opera che suscita aspettative e interesse internazionale. Salvini ha invitato il premier ungherese all’avvio dei cantieri, confermando la volontà di rafforzare la cooperazione su progetti infrastrutturali strategici.

L’evoluzione della scena politica in Europa centrale e le mosse di Budapest rischiano di mettere in discussione alcuni equilibri all’interno dell’Unione Europea, ma Bruxelles ribadisce con chiarezza che la linea comune rimane il sostegno a Kiev e l’unità nelle sanzioni contro Mosca. Allo stesso tempo, il dialogo tra Roma e Budapest evidenzia come le relazioni bilaterali possano assumere un ruolo crescente nella gestione di temi geopolitici ed economici di rilievo regionale.

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