29 Giugno 2026, lunedì
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Il Papa al Colosseo: “Basta guerre, il mondo ha sete di pace”

Dal meeting di Sant’Egidio un nuovo appello contro i conflitti e per una “vera epoca di riconciliazione”

Un grido che risuona nel cuore di Roma, davanti al Colosseo, simbolo universale di martirio e memoria. Papa Leone XIV ha lanciato un accorato appello alla pace, al termine del meeting di Sant’Egidio, alla presenza dei leader delle principali fedi cristiane. “Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli”, ha detto il Pontefice, rivolgendosi a una platea commossa e partecipe. “Il mondo ha sete di pace: ha bisogno di una vera e solida epoca di riconciliazione, che ponga fine alla prevaricazione, all’esibizione della forza e all’indifferenza per il diritto”.

Il Papa ha insistito sulla dimensione spirituale della pace, individuando nella preghiera “una grande forza di riconciliazione”. “Chi non prega – ha ammonito – abusa della religione, persino per uccidere. Non parole gridate, non comportamenti esibiti, non slogan religiosi usati contro le creature di Dio. Abbiamo fede che la preghiera possa cambiare la storia dei popoli”. 

 “La guerra non è mai santa, solo la pace lo è” 

Nel suo discorso, Leone XIV ha rievocato anche l’insegnamento del suo predecessore, Papa Francesco, condannando con fermezza ogni forma di strumentalizzazione religiosa dei conflitti. “Mai la guerra è santa, solo la pace è santa, perché voluta da Dio!”, ha ribadito. Poi ha citato le parole di Francesco: “Dobbiamo allontanare dalle religioni la tentazione di diventare strumento per alimentare nazionalismi, etnicismi, populismi. Le guerre si inaspriscono. Guai a chi cerca di trascinare Dio nel prendere parte alle guerre”.  Con voce ferma, il Pontefice ha denunciato quella che ha definito “la globalizzazione dell’impotenza”, un clima diffuso di rassegnazione di fronte ai conflitti che insanguinano il pianeta. “La cultura della riconciliazione – ha detto – vincerà questa globalizzazione dell’impotenza, che sembra dirci che un’altra storia è impossibile”. 

 “La pace è la priorità di ogni politica” 

Rivolgendosi infine ai governanti, Leone XIV ha indicato la via della responsabilità e del dialogo come unica alternativa alla distruzione. “Il dialogo, il negoziato, la cooperazione possono affrontare e risolvere le tensioni che si aprono nelle situazioni conflittuali. Devono farlo! Esistono le sedi e le persone per farlo. Mettere fine alla guerra è dovere improrogabile di tutti i responsabili politici di fronte a Dio”. 

Poi l’appello più diretto, quasi un monito: “La pace è la priorità di ogni politica. Dio chiederà conto a chi non ha cercato la pace o ha fomentato le tensioni e i conflitti, di tutti i giorni, i mesi, gli anni di guerra”. 

Nel silenzio raccolto del Colosseo, quelle parole sono sembrate attraversare il tempo, richiamando alla coscienza del mondo la necessità di un nuovo inizio. Un invito alla speranza, ma anche alla responsabilità: perché la pace, come ha ricordato il Pontefice, non è un sogno ingenuo, ma un compito urgente affidato a ciascuno. 

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