Giornata romana per il primo ministro ungherese Viktor Orbán, accolto a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per un confronto a tutto campo su alcuni dei temi più sensibili dell’agenda europea e internazionale. L’incontro, avvenuto dopo l’udienza privata con Papa Francesco nel Palazzo Apostolico, ha rappresentato il momento politico centrale della visita del leader di Fidesz in Italia.
Secondo quanto riferito in una nota ufficiale di Palazzo Chigi, il colloquio tra Meloni e Orbán ha permesso di “mettere a fuoco le prospettive delle relazioni bilaterali e di avere uno scambio di vedute sui principali temi dell’attualità internazionale”. In cima all’agenda, la guerra in Ucraina e il futuro delle politiche europee di sostegno a Kiev, un tema che continua a dividere le capitali europee, con l’Ungheria schierata su posizioni di netta contrarietà a nuove sanzioni contro Mosca, in particolare quelle riguardanti il petrolio russo. Orbán, da tempo critico nei confronti delle misure restrittive imposte dall’Unione, ha più volte ribadito l’intenzione di opporsi a ulteriori pacchetti di sanzioni che possano penalizzare l’economia del suo Paese.
Il confronto ha toccato anche il tema dei flussi migratori, un dossier sul quale Roma e Budapest condividono la necessità di un approccio pragmatico e di un maggiore controllo delle frontiere esterne dell’Unione. I due leader hanno discusso delle “iniziative per una gestione efficace e innovativa dei flussi migratori”, come precisato dal comunicato di Palazzo Chigi, in linea con la volontà di promuovere soluzioni europee basate sulla cooperazione con i Paesi di origine e di transito.
Altro capitolo rilevante del vertice è stato quello della difesa comune europea. Meloni e Orbán hanno esaminato le opportunità offerte dallo strumento finanziario Safe, istituito dall’Unione nel maggio 2025 per favorire investimenti congiunti nel settore della difesa e sostenere la competitività industriale dei Paesi membri. L’incontro è servito a valutare possibili sinergie tra Italia e Ungheria, con l’obiettivo di rafforzare le rispettive capacità tecnologiche e produttive in un settore considerato strategico per la sicurezza del continente.
Nel corso del colloquio, i due capi di governo hanno affrontato anche gli sviluppi della crisi in Medio Oriente e l’evoluzione dell’agenda europea in vista delle prossime scadenze politiche di Bruxelles. Un confronto franco, secondo fonti di Palazzo Chigi, che ha confermato la volontà di mantenere un dialogo aperto e costruttivo, pur nella diversità delle posizioni su alcuni dossier cruciali.
La visita di Orbán a Roma, articolata tra il Vaticano e Palazzo Chigi, si inserisce in un momento di forte fermento per la diplomazia europea. L’Italia, impegnata a rafforzare il proprio ruolo nella definizione delle strategie comunitarie, ha colto l’occasione per riaffermare la centralità del coordinamento tra partner europei su sicurezza, energia e migrazioni. Per Giorgia Meloni, l’incontro con il premier ungherese è stato anche un banco di prova importante per misurare la capacità del governo italiano di mantenere un equilibrio tra le diverse sensibilità che attraversano l’Unione, conciliando fermezza atlantica e apertura al dialogo con i Paesi dell’Europa centro-orientale.
Con il vertice di Roma, si consolida così un canale di comunicazione diretto tra Roma e Budapest, in vista delle prossime sfide europee che metteranno alla prova la coesione politica dell’Unione e la sua capacità di agire in modo unitario di fronte alle crisi internazionali.
