La Juventus cambia ancora. Igor Tudor non è più l’allenatore dei bianconeri: l’esonero, ormai deciso, sarà ufficializzato a breve. Alla Continassa si attende soltanto il comunicato formale per sancire la fine di un rapporto durato poche settimane ma già segnato da tensioni interne e risultati deludenti.
A risultare fatale per il tecnico croato è stata la sconfitta contro la Lazio all’Olimpico, terzo passo falso consecutivo dopo il 2-0 subito a Como e l’1-0 del Bernabeu in Champions League. Una striscia negativa che ha convinto la dirigenza a intervenire immediatamente per evitare che la stagione prenda una piega irreversibile.
Brambilla traghettatore verso la nuova era
Nell’immediato, la panchina potrebbe essere affidata a Massimo Brambilla, attuale allenatore della Juventus Next Gen. Una soluzione interna e temporanea, utile per garantire continuità fino alla nomina del nuovo tecnico titolare. Brambilla conosce a fondo l’ambiente e i giovani più promettenti del club, e per questo rappresenta un punto di equilibrio in una fase di transizione che si preannuncia delicata.
Il casting per il dopo Tudor: Spalletti in pole, ma non solo
Il nome più forte sul tavolo resta quello di Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, reduce dall’esperienza in Nazionale, è considerato il profilo ideale per guidare una rifondazione tecnica e mentale della squadra. Alla Juventus vedono in lui la figura carismatica capace di restituire identità e competitività immediata.
Accanto a Spalletti resta vivo l’interesse per Roberto Mancini, un altro ex commissario tecnico azzurro, la cui esperienza internazionale potrebbe rappresentare un valore aggiunto in chiave Champions. Tra i candidati italiani figura anche Raffaele Palladino, oggi svincolato, sponsorizzato dal direttore tecnico Modesto, che con lui aveva già condiviso il progetto Monza.
Sul fronte estero, il direttore generale Comolli avrebbe avviato contatti esplorativi con alcuni allenatori di spessore come Edin Terzic, Marco Rose, Xavi Hernández e Gareth Southgate, tutti profili valutati per filosofia di gioco e capacità di lavorare con giovani di talento.
Il nodo contrattuale e i conti da far tornare
Un elemento non secondario nella scelta del nuovo allenatore riguarda la situazione economica. La Juventus, infatti, è ancora legata contrattualmente a Thiago Motta, sotto contratto fino al 2027, e non ha intenzione di richiamarlo. Tuttavia, la presenza del suo ingaggio a bilancio obbliga la società a muoversi con cautela: l’arrivo di un nuovo tecnico comporterebbe la gestione di un terzo stipendio pesante a libro paga.
La dirigenza, consapevole della complessità del momento, punta a trovare in tempi brevi una soluzione capace di ridare slancio alla squadra e serenità all’ambiente. L’obiettivo resta quello di rimettere in carreggiata una stagione nata sotto grandi aspettative ma presto scivolata in un clima di incertezza tecnica e nervosismo.
Il futuro immediato della Juventus, dunque, passa da due decisioni: l’annuncio ufficiale dell’esonero di Tudor e la nomina del suo successore. Intanto, contro l’Udinese, toccherà quasi certamente a Brambilla gestire la squadra, mentre alla Continassa si lavora per scrivere il prossimo capitolo della panchina bianconera.
