Un nuovo dramma sul lavoro scuote il Trentino. Un operaio sloveno di 46 anni ha perso la vita ieri mattina nel piazzale delle Acciaierie Venete di Borgo Valsugana, in provincia di Trento, dopo essere stato travolto da un mezzo pesante in manovra. L’incidente, avvenuto all’interno dell’area produttiva, ha coinvolto due veicoli industriali, ma la dinamica precisa è ancora in fase di accertamento da parte degli inquirenti.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si trovava nel piazzale esterno dello stabilimento quando, per cause in corso di verifica, sarebbe stato investito da un mezzo impegnato in una manovra di retromarcia o di spostamento. L’impatto è stato violentissimo. Subito è scattato l’allarme: sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco volontari di Borgo Valsugana, il personale sanitario di Trentino Emergenza con un’ambulanza e i tecnici dell’Unità operativa di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Azienda sanitaria provinciale.
Nonostante i tentativi di rianimazione e le manovre di emergenza durate diversi minuti, per l’operaio non c’è stato nulla da fare. È morto sul colpo, a causa delle gravi lesioni riportate. Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato i rilievi per chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità, con l’obiettivo di stabilire se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza previste nei protocolli aziendali.
Lo stabilimento delle Acciaierie Venete di Borgo Valsugana, uno dei poli produttivi più importanti del settore siderurgico trentino, è rimasto a lungo bloccato dopo l’incidente, mentre i colleghi della vittima – profondamente scossi – sono stati assistiti da personale sanitario e responsabili aziendali.
La morte dell’operaio sloveno si aggiunge purtroppo alla lunga lista di infortuni mortali che continuano a verificarsi nei luoghi di lavoro in Italia, rilanciando con forza il tema della sicurezza e della prevenzione. Le indagini della magistratura e degli ispettori del lavoro dovranno ora chiarire se si sia trattato di una tragica fatalità o se siano emerse carenze organizzative o di vigilanza.
Un’altra vita spezzata in un cantiere industriale, un’altra tragedia che richiama la necessità – ormai non più rinviabile – di rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, affinché nessun operaio debba più morire mentre svolge il proprio mestiere.
