Bolzano – Un grave incidente aereo ha interrotto la quiete di metà settimana nel cuore delle Dolomiti, tra i silenzi imponenti del Gruppo di Fanes. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, intorno alle 18, un elicottero è precipitato in una zona montuosa e difficilmente accessibile della val Pusteria, sopra il rifugio Fanes, a oltre duemila metri di quota. A bordo del velivolo, secondo le prime informazioni raccolte, si trovava una sola persona: il pilota, rimasto gravemente ferito nello schianto.
L’allarme è scattato poco dopo l’impatto. Alcuni testimoni hanno dato l’allerta ai soccorsi, permettendo l’intervento tempestivo delle squadre di emergenza. Sul posto si sono immediatamente attivati il Soccorso Alpino dell’Alto Adige, il servizio di elisoccorso e diverse unità dei vigili del fuoco volontari della zona.
Il pilota è stato individuato ancora in vita, ma in condizioni critiche. Stabilizzato sul posto dai sanitari, è stato trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale di Bolzano. La sua identità non è stata ancora resa nota ufficialmente, ma si tratterebbe di un professionista impegnato in attività legate a interventi boschivi nella zona, dove erano in corso lavori di disboscamento.
Una zona impervia e operazioni complesse
L’area dell’incidente si trova in un contesto montano particolarmente impervio, tra ripidi canaloni, pascoli alti e tratti boschivi, in un territorio che in questo periodo dell’anno comincia a prepararsi all’inverno. Le operazioni di soccorso si sono rivelate complesse a causa delle condizioni del terreno, dell’altitudine e della scarsa copertura telefonica.
Le dinamiche dell’incidente non sono ancora state chiarite. Secondo quanto si apprende, il velivolo sarebbe precipitato durante una manovra, forse legata a un’operazione di carico o scarico di materiale. Tuttavia, nessuna ipotesi viene al momento esclusa: dal guasto tecnico a un errore umano, fino a eventuali fattori meteorologici locali. Sulle cause esatte dello schianto saranno ora le autorità aeronautiche competenti a fare luce, affiancate dalle forze dell’ordine e dai tecnici del Soccorso Alpino.
Le indagini e i prossimi passi
Sul luogo dell’impatto si sono recati anche i carabinieri e i tecnici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV), che hanno avviato un’indagine per accertare le circostanze del sinistro. Il relitto del mezzo verrà esaminato nei prossimi giorni, una volta ultimate le operazioni di messa in sicurezza dell’area e di recupero del velivolo, che si presenta fortemente danneggiato.
Il rifugio Fanes, punto di riferimento per escursionisti e alpinisti, si trova non lontano dal luogo dell’incidente e potrebbe rappresentare un nodo utile per ricostruire i momenti precedenti al volo. Al momento, tuttavia, non risultano esserci stati altri feriti né danni a strutture o persone a terra.
Una zona già segnata da incidenti
Il Gruppo di Fanes, che si estende tra l’Alta Badia e la Val Pusteria, è uno dei cuori più spettacolari e isolati del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, patrimonio naturale dell’umanità UNESCO. Non è però nuovo a incidenti legati al volo alpino o ad attività forestali, che in questa stagione si intensificano in previsione dell’inverno.
L’incidente riapre il dibattito sulla sicurezza nelle operazioni aeree in alta quota, spesso condotte in ambienti estremamente difficili, dove la precisione delle manovre deve fare i conti con l’imprevedibilità del terreno e del clima. Il ruolo fondamentale del Soccorso Alpino e dei servizi di elisoccorso, ancora una volta, si è rivelato decisivo per evitare una tragedia ben peggiore.
Mentre si attendono aggiornamenti sulle condizioni del pilota, ricoverato in prognosi riservata, resta forte l’apprensione tra gli operatori del settore e nella comunità locale. Un episodio che richiama, con forza, la necessità di continui investimenti nella prevenzione e nella formazione per chi lavora ogni giorno in ambienti tanto affascinanti quanto pericolosi.
