6 Ottobre 2026, martedì
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Piemonte, il M5S si schiera contro le querele bavaglio: un Ordine del Giorno a sostegno della libertà di stampa

Il consigliere regionale Pasquale Coluccio deposita un OdG a favore del DDL nazionale contro le liti temerarie. Al centro, la difesa del giornalismo d’inchiesta e l’impegno delle istituzioni locali contro l’uso distorto del diritto per silenziare l’informazione.

Torino – La libertà di stampa torna al centro del dibattito politico, e questa volta è il Consiglio regionale del Piemonte a prendere posizione. Il consigliere Pasquale Coluccio, esponente del Movimento 5 Stelle, ha depositato un Ordine del Giorno a sostegno del disegno di legge nazionale contro le liti temerarie (DDL S.616), presentato al Senato dalla senatrice pentastellata Elisa Pirro Lopreiato.

L’iniziativa arriva a pochi giorni dall’ennesimo episodio che ha sollevato preoccupazioni nel mondo dell’informazione: l’attentato dinamitardo del 17 ottobre contro il giornalista Sigfrido Ranucci, volto noto della trasmissione Report, impegnato da anni in inchieste di grande impatto. “Un gesto gravissimo – commenta Coluccio – che impone una riflessione urgente sullo stato della libertà di stampa in Italia. Troppe volte, chi si occupa di informazione d’inchiesta viene messo a tacere non solo con minacce fisiche, ma anche con strumenti legali usati in modo strumentale.”

Il cuore dell’Ordine del Giorno: stop alle SLAPP

Il documento depositato in Consiglio regionale chiede un impegno concreto da parte della Giunta piemontese per sostenere la proposta di legge che intende contrastare le cosiddette SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), ovvero le cause civili o penali intentate con l’obiettivo non tanto di ottenere giustizia, quanto di intimidire, scoraggiare o economicamente logorare giornalisti, attivisti o cittadini che esprimono opinioni o rivelano fatti scomodi.

Nel mirino del testo ci sono in particolare le cause per diffamazione a mezzo stampa, spesso intentate da soggetti potenti – pubblici o privati – contro chi si espone nel dibattito pubblico. Il disegno di legge nazionale mira a rafforzare le sanzioni contro l’uso strumentale di questi strumenti legali, promuovendo anche un’estensione delle tutele previste dalla nuova Direttiva europea 2024/1069, approvata nel mese di aprile, che l’Italia è chiamata a recepire.

Cinque impegni concreti per il Piemonte

L’Ordine del Giorno impegna la Regione su più fronti. In primo luogo, a sostenere politicamente e istituzionalmente il percorso del DDL 616, facendosi parte attiva nel dibattito nazionale. In secondo luogo, a sollecitare il Governo affinché recepisca in modo pieno e sostanziale la Direttiva UE contro le querele bavaglio, estendendo le tutele anche ai casi “domestici”, cioè alle controversie che avvengono all’interno del Paese e non solo a quelle transfrontaliere.

Ma l’impegno non si ferma all’ambito nazionale. Il documento invita la Giunta regionale ad adottare delle linee guida specifiche per prevenire l’uso improprio del contenzioso da parte di enti e società partecipate della Regione, affinché non siano gli stessi soggetti pubblici a tentare di zittire la stampa o la cittadinanza attiva. Viene inoltre richiesto di promuovere il ritiro di eventuali azioni legali già avviate da strutture regionali contro giornalisti o attivisti, e di farsi promotori, a livello nazionale, del ritiro delle querele ancora pendenti contro Ranucci e la redazione di Report.

Libertà di stampa come bene comune

“La libertà di informazione – sottolinea Coluccio – non è una questione corporativa o che riguarda solo i giornalisti. È un pilastro della democrazia. Senza giornalismo libero, non c’è controllo sul potere, non c’è trasparenza, non c’è cittadinanza consapevole. E oggi in Italia – aggiunge – chi fa informazione con coraggio è troppo spesso lasciato solo, esposto a minacce, intimidazioni, querele pretestuose e anni di procedimenti giudiziari estenuanti.”

Secondo il consigliere regionale, è tempo che le istituzioni locali si assumano una responsabilità più attiva nel difendere l’articolo 21 della Costituzione. E il Piemonte, con questo OdG, intende dare un segnale forte: “Una Regione che si schiera per un’informazione libera è una Regione che crede nella democrazia, che rifiuta la logica del silenziamento giudiziario e che prende posizione netta contro ogni forma di abuso di potere.”

Il caso Ranucci e la posta in gioco

Il riferimento all’attentato subito da Sigfrido Ranucci non è casuale. Il giornalista è da tempo bersaglio di critiche feroci, pressioni e azioni legali, anche per inchieste scomode che hanno toccato centri nevralgici del potere politico, economico e istituzionale. L’attentato di ottobre, pur non avendo fortunatamente causato vittime, è stato un campanello d’allarme che ha riportato al centro il tema della vulnerabilità di chi fa giornalismo investigativo in Italia.

“Difendere Ranucci – conclude Coluccio – significa difendere chiunque provi a fare luce sui poteri, sugli abusi, sulle zone d’ombra del nostro Paese. Non possiamo accettare che il giornalismo d’inchiesta venga paralizzato dalla paura o strangolato nei tribunali. È ora che le istituzioni dicano con chiarezza da che parte stanno.”

Il voto sull’Ordine del Giorno si profila come un test importante non solo per la maggioranza regionale, ma per l’intero Consiglio. Il Piemonte, da sempre crocevia di tensioni civili e motore di sperimentazioni democratiche, potrebbe ora diventare anche uno dei primi enti locali a dichiararsi formalmente contro le querele bavaglio. Un passaggio che, al di là del valore simbolico, potrebbe contribuire a rimettere al centro il principio – troppo spesso dimenticato – che una società più informata è anche una società più libera.

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