29 Giugno 2026, lunedì
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Un account TikTok trasformato in vetrina jihadista

Indagini del ROS e misura cautelare per un giovane residente a Sicignano degli Alburni

AGGIORNAMENTO

SALERNO – È stato arrestato nella mattinata di oggi O.S., 33 anni, cittadino di origine tunisina residente a Sicignano degli Alburni, nel Salernitano, con l’accusa di istigazione a delinquere e apologia di delitti di terrorismo commessi attraverso strumenti informatici e telematici. La misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico è stata disposta dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica – Gruppo Antiterrorismo, al termine di un’articolata indagine condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, sezione Anticrimine di Salerno.

Dichiarazione del Comandante dei ROS

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe pubblicato sul proprio profilo TikTok numerosi video e immagini inneggianti alla jihad islamica e allo Stato Islamico, glorificando i suoi leader, le pratiche violente e l’uso delle armi, fino all’esaltazione del martirio e dell’odio verso gli “infedeli” e gli “apostati”. I contenuti, ritenuti dal Gip “di chiara natura apologetica e potenzialmente idonei a favorire la radicalizzazione di altri soggetti”, avrebbero raggiunto una platea vastissima grazie all’elevato numero di follower, alle condivisioni e alla viralità della piattaforma.

L’inchiesta ha preso avvio da un monitoraggio condotto dalla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica di Ancona, che aveva individuato sull’app TikTok un account riconducibile al cittadino tunisino. L’attività investigativa è poi proseguita con servizi di osservazione, intercettazioni telefoniche e ambientali svolte dal ROS dei Carabinieri, che hanno consentito di documentare oltre duecento pubblicazioni a contenuto jihadista, tutte riconducibili all’indagato.

Dagli accertamenti è emerso che O.S. avrebbe manifestato un’adesione convinta ai principi e alle dottrine del jihadismo internazionale, veicolando materiale propagandistico mirato a promuovere la causa dello Stato Islamico e a reclutare nuovi adepti. Le condotte contestate – si legge nel provvedimento cautelare – risultano aggravate dall’uso sistematico di strumenti informatici e telematici, capaci di moltiplicare in modo esponenziale la portata della propaganda.

Particolarmente significativa, secondo gli inquirenti, la “pervicacia” del comportamento dell’indagato, che avrebbe continuato a diffondere contenuti di natura terroristica anche dopo una perquisizione eseguita nel mese di ottobre 2024. Nonostante il sequestro di materiale informatico e i primi accertamenti giudiziari, il giovane avrebbe proseguito la propria attività apologetica attraverso nuovi profili e canali digitali.

La Procura della Repubblica di Salerno, coordinando l’operazione nell’ambito del Gruppo Antiterrorismo, ha sottolineato come la diffusione di simili contenuti rappresenti un rischio concreto di emulazione e di adesione ideologica a movimenti estremisti, soprattutto in ambienti online frequentati da giovani e soggetti vulnerabili.

Il provvedimento eseguito oggi non implica, naturalmente, un giudizio di colpevolezza definitivo. L’ordinanza è impugnabile dinanzi al Tribunale del Riesame e le accuse – ancora nella fase delle indagini preliminari – saranno valutate dai giudici competenti nei successivi gradi del procedimento. Resta tuttavia alta l’attenzione degli investigatori sull’attività di propaganda e radicalizzazione veicolata attraverso i social network, terreno ormai cruciale per il contrasto al terrorismo internazionale.

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